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Mercoledì 26 Febbraio 2020 |

News 18 Novembre 2016

Rds vuole portare la sanità e la politica estera ad alti livelli

Rds vuole portare la sanità e la politica estera ad alti livelli

Rinascita democratica sammarinese vuole riportare la sanità e la politica estera ad alti livelli.

SANITÀ - "Se andremo in Consiglio, chiederemo conto di che cosa è successo nella sanità perchè c’è un’emorragia di professionalità verso l’estero, se ne vanno i medici, gli infermieri, i professionisti e i fisioterapisti - ha dichiarato Erik Casali durante la conferenza stampa tenutasi ieri a Domagnano -. Non è un alibi la questione del ‘tetto stipendi’ perchè se sono andati medici, fisioterapisti e medici che non sarebbero mai arrivati alla soglia dei 100mila euro. Inoltre ci sono alcuni servizi di qualità che non esprimono più i risultati che davano prima; vogliamo sapere perchè il reparto di Cardiologia è stato smantellato mentre quello di Ortopedia da sei elementi è passato a nove. Chiederemo conto anche dei consulenti esterni, che prendono tre volte lo stipendio di quelli che sono già nell’Ospedale di Stato, e delle regole, le stesse applicate nella Pubblica amministrazione. Nell’Iss va a casa un primario come se fosse stato un direttore delle Poste. E non è finita qui: vogliamo vedere come sono stati spesi i soldi e sapere perchè prendiamo i direttori generali proveniente dall’Ausl di Rimini, Pesaro e Ravenna. Vogliamo che i sammarinesi possano avere di nuovo fiducia nella sanità e rivedere i medici di sempre all’opera".

POLITICA ESTERA - "Con il nuovo governo deve arrivare uno che faccia il segretario di Stato agli Esteri che esca dalla sacrestia e sappia allacciare rapporti internazionali oltre il confine italiano con gli ambasciatori del Regno Unito, della Russia e di Israele che potrebbero dare una mano al nostro Paese - ha dichiarato sempre Casali -. San Marino, secondo noi, è in grado di relazione con qualche gigante europeo che avrebbe piacere di trovare un rifugio sicuro. Si potrebbe lanciare un referendum per chiedere ai cittadini se è favorevole a una politica estera che vada verso l’internazionalizzazione. Avanzeremo anche la richiesta di cancellare la convenzione del ‘39 con l’Italia che blocca tutto il Paese sotto tanti aspetti".

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