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Venerdì 26 Aprile 2019 |

News 10 Aprile 2016

Commissione esteri, l’obiettivo è la libera circolazione in Europa

Domani ci sarà l’incontro tra i parlamentari del Titano e quelli di Andorra e Monaco: si parlerà anche di negoziato

Commissione esteri, l’obiettivo è la libera circolazione in Europa

Tre consiglieri della Commissione consiliare Affari esteri saranno impegnati per una due giorni di confronto con i colleghi di Andorra e Monaco. Come anticipato nel corso dei lavori della Commissione, Marco Gatti del Pdcs, Alessandro Mancini del Ps e Luca Santolini di C10, partiranno alla volta di Andorra per partecipare domani e martedi, a un vertice con le omologhe commissioni dei due Principati. Sarà un confronto a livello parlamentare in materia di integrazione con l’Unione europea. Intanto in Commissione nella giornata di giovedì Valentini ha fatto un excursus storico rispetto alla situazione del negoziato "il primo tema affrontato – sostiene Valentini - è stato quello relativo all’impostazione del negoziato, ovvero la base istituzionale. Di fronte all’ipotesi che i tre Paesi, San Marino, Monaco e Andorra, avessero lo condizioni per iniziare percorso di maggiori integrazioni ma non quelle per rendere sopportabile né per loro stessi né per l’Ue una completa adesione. Da qualche tempo la commissione ha iniziato a produrre una bozza di articolato specifico. Siamo in attesa di avere un articolato molto vicino alla definizione sul discorso istituzionale per poter fare a nostra volta, su quello, un nostro documento da sottoporre all’esame della Commissione per poter andare al tavolo negoziale con programma dettagliato. Per quanto riguarda l’illustrazione della prima libertà esaminata, la libera circolazione delle merci, siamo nella fase illustrativa, dopo alcuni incontri avuti a Bruxelles volti a mostrare il corposo aquis comunitario, per poi spiegare le nostre problematiche. Su questo tema San Marino viene già da accordi doganali in essere, siccome l’intenzione è di inglobare l’accordo di unione doganale, si tratterà solo di ampliare quelle possibilità rispetto quello che è già in essere. Su questo argomento intervengo sulle questioni dogane e Iva. Non c’è un obbligo da nessuna parte, ma nei prossimi mesi dovremo esprimere chiaramente la nostra volontà dopo una disamina precisa, in particolare sulle dogane. E’ un tema che dobbiamo esplicitare. Così come in che modo e in che tempi il Paese va verso un’imposta sui consumi sul modello dell’Iva. Nessuno ha preso già decisioni, non ce lo porrà l’Europa come problema al tavolo, toccherà a noi dire quello che vogliamo fare perché è interesse nostro".

Maria Luisa Berti, Ns: "Nella relazione consegnata mi aspettavo qualcosa di più. Sono preoccupata sul piano istituzionale. Si evince che è già stata consegnata una bozza di cui non abbiamo disponibilità e secondo me è proprio quello da cui si deve partire. Lo dico con la preoccupazione che possa essere ulteriormente limitata la nostra sovranità e che ci possano essere posizioni di non adeguato riconoscimento della nsotra autorità statuale, mi auguro di sbagliare".

Pasquale Valentini, segretario di Stato, replica: "Dovremmo trovare modalità per incentivare il confronto. Certe osservazioni mi lasciano perplesso. Voi state andando ad Andorra non per fare un negoziato e anche loro non potranno dirvi molto di più di quello che sapete voi, se non le loro problematiche. In diversi avete manifestato la questione del ‘guardiamoci bene, va capire che succede’, vorrei riferirvi dell’incontro con l’Oratore ufficiale. Patuelli ci ha detto che non siamo la Svizzera che ha potenzialità di fare un percorso alternativo all’Ue, abbiamo già accordi doganali e abbiamo già scelto, per esempio con la convenzione monetaria, di essere ‘Europa’. Oggi come Paese terzo abbiamo solo svantaggi, quindi dobbiamo avere le condizioni analoghe di Paese equivalente. Gli imprenditori ci chiedono di superare il problema del T2, dell’Iva…tutti svantaggi che ci derivano dall’essere Paesi terzi. La possibilità di San Marino di rimanere come è è quella di avere un’economia all’indietro, chiusa in se stessa. Il vantaggio è che saremo trattati al pari degli altri Paesi. Qual è l’alternativa? Monaco si tira indietro perché pensa che la Francia le consente di mantenere certe condizioni, ma la Francia lo potrà consentire solo se, a sua volta, glielo continuerà a consentirà l’Europa. Il lavoro maggiore che dovremo fare ora è valutare l’impatto delle normative da recepire. Alcune non ci interesseranno, altre ci toccheranno nel vivo e su queste dovremmo valutare le condizioni per cui quella libertà verrà recepita. La Commissione non pretende l’adesione".

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