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Martedì 19 Febbraio 2019 |

News 14 Aprile 2016

Referendum: sorteggiati 50 presidenti e 102 scrutatori. Riservata una corsia preferenziale ai disoccupati

Il progetto di legge approvato a marzo in Consiglio inizia a fare il suo corso: al via il seggio speciale per i degenti all’ospedale

L’appuntamento referendario si avvicina a grandi passi. Manca poco più di un mese al 15 maggio, giorno in cui i sammarinesi saranno chiamati ad esprimersi sui quattro quesiti. Le regole ci dicono che non siamo ancora in campagna elettorale ma la macchina organizzativa si è già messa in moto. Ieri mattina si è riunita la commissione elettorale per il sorteggio.

Sono stati estratti 50 presidenti e 102 scrutatori più un numero significativo di possibili sostituti, riporta RTv. Gli effetti del Progetto di legge qualificata esaminato ed approvato in Consiglio a marzo con procedura d’urgenza si sono già fatti sentire: nel sorteggio è stata riservata una corsia preferenziale a chi è disoccupato. Altra novità riguarda il seggio speciale: verrà infatti estesa l’ammissibilità al voto presso l’Ospedale di Stato anche agli anziani ospitati stabilmente in strutture pubbliche o private convenzionate con l’Istituto di Sicurezza Sociale.

COME FUNZIONA IL REFERENDUM - Ai referendum di cui ai Decreti Reggenziali 3 marzo 2016 n.25, n. 26, n. 27 e n. 28, è applicabile la disciplina prevista nella Legge Qualificata 29 maggio 2013 n.1 "Del referendum e dell’iniziativa legislativa popolare" e successive modifiche. La citata legge 1/2013 all’art. 15 "Campagna referendaria", comma 1, fissa la durata della campagna referendaria in quindici giorni, pertanto la campagna referendaria, dovendo cessare alle ore 24.00 del secondo giorno antecedente a quello del referendum, si apre venerdì 29 aprile 2016 e termina entro le ore 24,00 di venerdì 13 maggio 2016. Prima e dopo il termine di cui sopra è quindi vietata ogni forma di propaganda referendaria con qualsiasi mezzo la stessa sia attuata. Si porta a conoscenza che, a chi svolge qualsiasi attività di propaganda prima dell’apertura e dopo della chiusura della campagna referendaria ed a chi impedisce e turba una riunione di propaganda, si applica la pena disposta dall’articolo 398 del Codice Penale (art.10, comma 3 Legge 14 marzo 1997 n.36). L’affissione del materiale di propaganda può avvenire solo negli appositi spazi stabiliti dalla Commissione Elettorale, attraverso tabelloni collocati nei singoli Castelli. Di conseguenza è vietata l’affissione o l’esposizione di materiale di propaganda in qualsiasi altro spazio che non sia quello assegnato dalla Commissione Elettorale. Pertanto solo a far data dal 29 aprile 2016 sono permessi l’affissione e l’esposizione di manifesti o altri stampati, le riunioni, i comizi e le trasmissioni radiofoniche e televisive di propaganda per la prossima consultazione referendaria.

REFERENDUM ABROGATIVI - Partecipano al referendum abrogativo – come riporta la legge qualificata - i cittadini iscritti nelle liste elettorali. La proposta sottoposta a referendum abrogativo è approvata se ottiene la maggioranza dei voti validamente espressi e comunque non meno del 25% (venticinquepercento) degli elettori iscritti nelle liste elettorali. Si intendono per voti validamente espressi i voti favorevoli e i voti contrari alla proposta di referendum. Concluse le operazioni di voto e di scrutinio, pubblicato il risultato del referendum abrogativo, la Reggenza, con proprio decreto da emanarsi entro tre giorni dalla data di svolgimento, è tenuta, in caso di approvazione della proposta di abrogazione, a dichiarare abrogata la legge, l’atto o la norma anche consuetudinaria, comunque avente forza di legge o parte di essi, con effetto dal momento della pubblicazione del decreto stesso. La proposta di referendum non approvata dal corpo elettorale non può essere riproposta se non dopo cinque anni dalla precedente.

REFERENDUM PROPOSITIVO – Anche in questo referendum – come riporta la legge qualificata del 2013 - e quindi per i tre requisiti propositivi partecipano al referendum propositivo o d’indirizzo i cittadini iscritti nelle liste elettorali. La proposta sottoposta a referendum propositivo o d’indirizzo è approvata se ottiene la maggioranza dei voti validamente espressi e comunque non meno del 25% (venticinquepercento) degli elettori iscritti nelle liste elettorali. Si intendono per voti validamente espressi i voti favorevoli e i voti contrari alla proposta. Concluse le operazioni di voto e di scrutinio, la Reggenza pubblica con proprio decreto il risultato del referendum; in caso di approvazione della proposta, la Reggenza apre il termine di sei mesi entro il quale il Congresso di Stato è tenuto a redigere un progetto di legge volto a disciplinare, secondo i principi ed i criteri direttivi approvati dal corpo elettorale, la materia che è stata oggetto di referendum. La Reggenza, ricevuto il progetto di legge di cui al comma che precede, lo trasmette al Collegio Garante perché si esprima sulla compatibilità della proposta di legge con il quesito approvato, e suggerisce al Congresso di Stato gli eventuali emendamenti da apportare al provvedimento stesso. La Reggenza, ricevuta la comunicazione del Collegio Garante, la trasmette al Congresso di Stato al quale è assegnato il termine di trenta giorni per la regolarizzazione del progetto uniformandolo alle comunicazioni ricevute dal Collegio. Il Congresso di Stato, apportati gli emendamenti, deposita il progetto di legge all’Ufficio di Presidenza del Consiglio Grande e Generale che lo inserisce all’ordine del giorno della prima seduta utile. E’ compito della Reggenza vigilare sul corretto svolgimento della procedura prevista ai commi che precedono.

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