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15 Settembre 2019 |

News 14 Aprile 2016

La Centrale sindacale unitaria boccia il decreto sul fabbisogno Pa

I direttivi delle Federazioni pubblico impiego del sindacato preoccupati per la mancanza di un quadro di riferimento complessivo per interi settori

"Un’impostazione incompleta e votata alla esternalizzazione di molti servizi". Viene definita così dai direttivi della Federazioni pubblico impiego della Confederazione sammarinese del lavoro e della Confederazione democratica lavoratori sammarinese il decreto del fabbisogno della Pubblica amministrazione.

Gli stessi direttivi delle Federazioni pubblico impiego di Csdl e Cdls fanno sapere in un comunicato di essersi riuniti ieri per parlare della presentazione degli ultimi documenti sul fabbisogno e delle regole di inquadramento e mobilità nei nuovi profili di ruolo che verranno adottate se il provvedimento sarà approvato dal Consiglio Grande e Generale.

Il documento, spiegano Fupi-Csdl e Fpi-Cdls, è "diviso in una parte, per così dire, ‘regolamentare’, e in una che presenta i numeri e le qualifiche, unità organizzativa per unità organizzativa". Mentre la prima parte che regolamenta le assegnazioni ai profili di ruolo, "fatti salvi alcuni chiarimenti e risposte ancora mancanti, sembra abbastanza soddisfacente", ciò che "preoccupa maggiormente è la seconda parte".

La proposta infatti appare "incompleta per quanto riguarda la definizione del fabbisogno di interi settori (Polizia civile, Università, Istituto musicale, Trasporti e Poste), per cui viene a mancare un quadro di riferimento complessivo e una immagine di quale nuova Pubblica amministrazione si voglia costruire". Inoltre in altri settori e specialmente nelle Aziende dei servizi e di produzione, "si nota la scelta di depotenziare e destrutturare le sezioni operative. Scelta che "lascia intendere la filosofia di fondo che permea il provvedimento, e cioè un aumento delle attività da esternalizzare/privatizzare".

Nonostante l’esternalizzazione sia "una pratica che non porta economie", il governo "è intenzionato a procedere per questa strada, senza tenere conto nemmeno delle specificità di un microstato quale è San Marino". Delegare ai privati servizi essenziali significa "perdere le conoscenze (know how) e le professionalità acquisite"; significa che "presto chi ci fornirà i servizi esternalizzati avrà il potere di applicare i prezzi che vuole". "Una volta che non avremo più le conoscenze, dovremo forzatamente rivolgerci ai privati, a qualsiasi prezzo - sottolineano i direttivi delle Federazioni pubblico impiego Csdl e Cdls -. Prezzi che, a dirla tutta, nemmeno oggi sono bassissimi, anzi; già più volte abbiamo denunciato come gli appalti a noi paiano produttori di sprechi che, ripetuti anno dopo anno, diventano sprechi ‘strutturali’".

"Possibile che di tale situazione ci siamo accorti solo noi?" domandano Fupi-Csdl e Fpi-Cdls, le quali ritengono che proseguire in un processo di smantellamento della Pubblica amministrazione sia "una pratica assai poco consona alla gestione del ‘bene comune’; la qual cosa dovrebbe preoccupare in primis chi si occupa di politica".

Seppur riconoscendo la necessità e l’urgenza di procedere con nuove regole e nuovi organici, il decreto del fabbisogno della Pubblica amministrazione "non può essere il ‘cavallo di troia’ per imporre una visione sbagliata della Pa"; l’impostazione proposta negli organigrammi delle aziende di Stato "non farà altro che impoverire ulteriormente il mercato del lavoro interno a favore di imprese che utilizzano quasi esclusivamente personale non residente". Da domani, infine, inizierà un ciclo di assemblee tra i lavoratori pubblici su questi temi.

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