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Lunedì 18 Dicembre 2017 |

News 03 Giugno 2016

Il Consiglio Giudiziario si appella al Garante: “L’informazione sia veritiera”

Rtv ribatte: “Stanchi delle reiterate ingerenze, inopportune e pericolose”

Il Consiglio Giudiziario si appella al Garante: “L’informazione sia veritiera”

Quella della nomina di due nuovi togati per la magistratura della Repubblica è di certo la notizia di primo piano. Eppure a margine della riunione del Consiglio Giudiziario in seduta plenaria, l’organo istituzionale composto dal segretario di Stato per la Giustizia, Gian Carlo Venturini, dal Magistrato Dirigente del Tribunale, Valeria Pierfelici, e altri membri togati nonché dai membri della Commissione Consiliare per gli Affari di Giustizia unitamente al presidente della stessa, Valeria Ciavatta, una tiratina d’orecchi ai media ha innescato subito una polemica, con replica da parte dei giornalisti di San Marino Rtv.

Partendo dalle scelte della magistratura, che a gennaio aveva dato il via ad un bando di concorso per il reclutamento di un giudice di appello nonché per la nomina di un giudice per i rimedi straordinari con competenza civile e la copertura di quattro posti di giudice per la responsabilità civile (un titolare e un supplente per il grado di appello ed un titolare e un supplente per la terza istanza), valutate le domande pervenute ha scelto quale Giudice di appello (Legge Qualificata 22 dicembre 2015 n. 3) il professor Luca Barchiesi, avvocato e professore ordinario di Diritto privato presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Macerata e direttore della Scuola di Specializzazione per le professioni legali delle Università di Camerino e Macerata e quale Giudice per i rimedi straordinari in materia civile il professor Ferdinando Treggiari avvocato e professore ordinario di Storia del diritto medievale e moderno nella Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Perugia.

"Si è, così, ulteriormente consolidato l’assetto ordinamentale relativo al settore giudiziario con esperti dall’alto e qualificato profilo professionale", spiegano dal Consiglio Giudiziario. L’organo ha inoltre affrontato alcune questioni attinenti la divulgazione di versioni di parte sui processi in corso. A tal riguardo ha adottato raccomandazioni indirizzate agli organi competenti ed in primis alla Autorità Garante per l’Informazione, per la diffusione di notizie complete e veritiere sull’andamento dei procedimenti e sulle risultanze processuali e per il pieno rispetto del diritto dell’opinione pubblica ad una informazione quanto più obiettiva e corretta.

Con particolare riferimento ad alcuni articoli pubblicati dai media riguardanti piccole parti delle deposizioni degli organi ausiliari del giudice nella fase inquirente, sulla base dei riferimenti ricevuti, il Consiglio Giudiziario ha espresso piena considerazione per il ruolo che gli stessi hanno svolto e svolgono nei processi. Il Consiglio Giudiziario ha infine affrontato questioni attinenti la tutela della dignità e reputazione degli organi istituzionali tutti, evidenziando come "il diritto alla libera opinione non possa prevaricare il diritto al rispetto e all’onorabilità di coloro che ricoprono ruoli istituzionali".

La replica dei giornalisti della tv di Stato non si è fatto attendere.

"Francamente siamo stanchi delle reiterate ingerenze da parte della politica e oggi anche della magistratura, nella nostra professione. Incursioni tanto inopportune quanto pericolose per quella che proprio loro invocano una informazione quanto più obiettiva e corretta. Ma obiettiva e corretta per chi? Per l’opinione pubblica che è sempre stato e resta il nostro punto di riferimento o per chi vorrebbe addomesticare l’informazione a proprio beneficio? Ieri politica e magistratura insieme, nel Consiglio Giudiziario Plenario, hanno raccomandato a noi giornalisti, chiamando in causa l’Autorità Garante, la diffusione di notizie complete e veritiere sull’andamento dei procedimenti e sulle risultanze processuali. Come se noi non lo facessimo quotidianamente. La San Marino Rtv ha adottato una linea editoriale chiara ed inequivocabile, a sostegno proprio della più ampia correttezza d’informazione, dando voce a tutti i protagonisti disposti ad esprimersi in merito, a completamento di una attenta ed equilibrata cronaca dei processi, che non consentiamo a nessuno di mettere in discussione".

I giornalisti della San Marino Rtv vanno su un esempio concreto: "Accanto a questo doveroso modus operandi, abbiamo anche scelto di mettere a disposizione dei nostri utenti l’intero dibattimento di quello che senza dubbio è il più importante procedimento giudiziario della storia di questo Paese: il Processo Mazzini. Sul nostro sito internet sono disponibili le registrazioni integrali di tutte le fasi dibattimentali, senza alcuna mediazione giornalistica. Impossibile essere più equilibrati di così. Evidentemente questo a qualcuno non piace ma noi siamo convinti che sia un vero strumento di democrazia".

A chi chiede veridicità, Rtv risponde che "A San Marino la magistratura non parla. Potrebbe farlo, ha designato per questo un portavoce, ma non parla. Però gradisce, come si legge nella nota stampa diffusa dal Consiglio Giudiziario, che alcuni ‘media pubblichino parte delle deposizioni degli organi ausiliari del giudice nella fase inquirente’. I giudici hanno così stabilito quali sono i giornalisti bravi e quelli cattivi. Qualcuno è preventivamente informato di certi arresti e li può documentare con immagini e fotografie. L’emittente di servizio pubblico, al cui ruolo spesso ci si richiama, viene invece volutamente tenuta all’oscuro. Su tutto questo la politica non spende una parola e, nascondendosi dietro lo schermo dei social network, plaude al tentativo di bavaglio e si vanta pure di averlo sollecitato. Strano modo di intendere il pluralismo e la pluralità. Strano modo di intendere la libertà di stampa e di espressione".

La nota dei giornalisti della tv statale chiosa con una frase inequivocabile. "Noi ribadiamo il nostro impegno per informare al meglio i nostri soli padroni, che sono i cittadini. I giornalisti della San Marino Rtv si rivolgeranno all’Autorità Garante e agli organismi europei per chiedere rispetto e per dire basta a ogni tentativo di condizionamento. Lo faremo anche per ricordare che magistratura e politica devono tutelare e rafforzare la libertà di stampa e per dire a tutti che il principio della separazione dei poteri è alla base di ogni democrazia".

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