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Martedì 15 Ottobre 2019 |

Sport 16 Marzo 2016

SALUTATE LA CAPOLISTA

“Tre anni fa perdevamo 18-0, adesso vogliamo vincere tutto”

SALUTATE LA CAPOLISTA

Il tecnico Balacich racconta la straordinaria stagione della squadra della Federazione, che punta alla promozione in B: "Che soddisfazione cambiare la mentalità a questo gruppo"

"Ricordo ancora quella trasferta a Ferrara: perdemmo 18-0 e alla fine il loro allenatore si arrabbiò con l’arbitro perchè non aveva concesso il recupero. Oggi, appena tre anni dopo, lottiamo per vincere il campionato e la Coppa". Se ci fosse bisogno di un’immagine per fotografare i progressi del calcio femminile a San Marino, potrebbe bastare questa frase pronunciata con orgoglio da Mirco Balacich, al quarto anno sulla panchina della squadra femminile della Federazione, lanciatissima verso la conquista della promozione in serie B.

Balacich, si aspettava una cavalcata così in questa stagione?

"Sì, un anno fa avevamo messo le basi e perso il campionato a tavolino, pur avendo conquistato più punti di tutti. Avremmo potuto provare a salire con il ripescaggio la scorsa estate, invece la Fsgc ha scelto giustamente di giocare nuovamente lo stesso campionato ed ora siamo qua, in piena corsa per salire finalmente in serie B".

Un anno fa c’era il Bologna, quest’anno l’avversario più temibile è il Parma.

"Diciamo che non siamo molto fortunati, ma ci proveremo. Credo proprio che il campionato possa decidersi alla terzultima giornata, nello scontro diretto che giocheremo in casa".

Facciamo un passo indietro: lei ormai conosce perfettamente questo gruppo e questa realtà.

"Sì, ho il piacere di guidare questa squadra ormai da quattro stagioni: salvezza sofferta il primo anno, tranquilla il secondo e cavalcata trionfale con promozione persa a tavolino un anno fa. Ora manca solo una cosa, ma la crescita è stata costante ed evidente e di questo sono orgoglioso".

Se ripensa a quattro anni fa, cosa le viene in mente?

"Al di là del 18-0 a Ferrara, ricordo che allenavo un gruppo di 12-13 ragazze con tre portieri, dunque per fare undici dovevo mandarne almeno una in attacco. Ma soprattutto ricordo la paura con la quale scendevamo in campo, quel timore di perdere e di non essere rispettate, che oggi è scomparso. Perchè oggi sono riuscito a trasformare la mentalità delle ragazze e questa è stata la soddisfazione più grande. Prima avevamo paura noi delle avversarie, oggi hanno paura loro di noi".

Lei ha allenato prima gli uomini e ora le donne: è più difficile gestire un gruppo di 20 ragazze?

"No, l’importante è essere se stessi e dire sempre la verità, altrimenti ti scoprono subito. Ma soprattutto è importante fare capire ogni settimana che scegli l’undici da mandare in campo non in base alla bellezza o alla simpatia ma solo in base allo stato di forma e alle qualità. La mia preoccupazione non sono mai le titolari, ma chi sta in panchina. Perchè la cosa più difficle è gestire tutte quelle ragazze che, per diversi motivi, trovano meno spazio delle altre. Nel dubbio, io dico sempre tutto in faccia, mi espongo e quando posso le difendo sempre".

In squadra ci sono over 30, come la 37enne Franchi, e under 18, come la 17enne Micciarelli: si sente di più, tra le donne, la differenza d’età?

"No, assolutamente. Conta ben altro, tipo le motivazioni, la fame, le qualità. A dicembre del primo anno, ad esempio, portai proprio Sara Franchi e Laura Albonetti, due ragazze che in passato avevano vinto la B con me. Si sono calate entrambe in questa realtà con grandissima umiltà e alla fine hanno trascinato il gruppo".

Qual è il suo sogno nel cassetto?

"Se penso al campo, quest’anno vorrei vincere prima il campionato e poi la Coppa: in entrambi i casi il nostro avversario sarà sempre lo stesso, coè il Parma. Curiosamente potremmo arrivare allo spareggio in campionato e in quel caso giocheremmo contro tre volte in meno di un mese. Però di sogno ne ho un altro".

Quale?

"Vedere lo stadio pieno alla terzultima giornata, contro il Parma".

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