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Lunedì 18 Dicembre 2017 |

News 02 Giugno 2016

Il Tavolo riformista traballa: i socialisti non vogliono la lista unica

Il progetto di unione delle sinistre si sgonfia dopo il confronto avvenuto fra tutti i componenti

Il Tavolo riformista traballa: i socialisti non vogliono la lista unica

Una resa dei conti? Quasi. Il Tavolo riformista rischia di perdere i pezzi e nella riunione di martedì, voluta dal Partito Socialista, i nodi sono arrivati al pettine. Le posizioni sono chiare, distinte, il progetto di unione delle sinistre si sgonfia.

Nei mesi scorsi - riporta la nota - la Costituente dei Riformisti ha impostato il percorso dando priorità alla costituzione di una nuova organizzazione politica, ponendo il tema delle alleanze in una fase successiva, in quanto si è ritenuto di primaria importanza stabilire in primo luogo una forte identità in termini valoriali e culturali e condividere un progetto di società per la Repubblica di San Marino.

Dopo ampio e approfondito dibattito, sono emerse sensibilità differenti fra i componenti della Costituente dei Riformisti: Partito dei socialisti e dei democratici e Sinistra unita orientate a perseguire la via dell’unità delle sinistre attraverso la costruzione di una forza unitaria e la formalizzazione dell’impegno a presentarsi nella medesima lista in occasione della prossima consultazione elettorale; il Partito socialista propenso ad andare avanti con un percorso più cauto e graduale, che possa rappresentare la piena condivisione delle rispettive basi, che inizi a verificare il nuovo e futuro quadro delle alleanze e che, almeno per ora, non preveda il vincolo della lista unica. Il Ps – continua la nota - nel ribadire forte attenzione agli sviluppi del progetto della Costituente, in questa fase ha manifestato l’intenzione di mantenere una maggiore autonomia sul piano politico. Al termine dell’incontro, preso atto delle diverse posizioni emerse, Partito dei socialisti e dei democratici e Sinistra unita hanno confermato la volontà di continuare il progetto della Costituente dei Riformisti che nelle prossime settimane vedrà un’ulteriore evoluzione con la presentazione pubblica della Carta dei Valori di riferimento e la conferma dell’obiettivo finale del soggetto unitario.

La Costituente dei Riformisti ribadisce la propria vocazione ad essere progetto inclusivo, aperto a tutti coloro che si riconoscono nei valori di riferimento della sinistra democratica e riformista di stampo europeo ed è su questa strada che si continuerà ad agire con l’obiettivo di dare una risposta concreta ed efficace all’eccessiva frammentazione, che da anni sta caratterizzando lo scenario politico sammarinese.

Intanto per il Partito socialista "il tavolo riformista non va smantellato", ma di certo "richiede piu’’ tempo per essere modulato". Alessandro Mancini, capogruppo del Ps, chiarisce in un lancio dell’agenzia Dire perchè il suo partito ha preso le distanze dal progetto della Costituente riformista, dopo l’annuncio che solo Psd e Su hanno confermato la volontà di andare avanti. In primis, la ricetta avanzata da Psd e Su, quella della lista unica, "non è lo strumento più adeguato", puntualizza il capogruppo. Inoltre, "abbiamo posto sul tavolo la questione delle alleanze in vista delle future elezioni - prosegue - ma per Psd e Su è un discorso prematuro". Non la pensano così i socialisti: "Per noi ci sono segnali di una vicina fine della legislatura - chiarisce - e ci sono le condizioni per iniziare ad affrontarlo".

Mancini spiega poi di non avere posto sul tavolo diktat, ne’’ di aver parlato di "Dc o non Dc". Al contrario, "siamo rimasti sul discorso generale - continua - ma su questo il Psd si è detto sicuro che non si andrà tanto presto al voto e che non è il momento di parlare di alleanze". Altro motivo dello strappo, la volontà dei vertici di Partito dei socialisti e dei democratici e Sinistra unita di accelerare sul percorso unitario: non si parla di partito unico, ma "anche una lista unitaria è una questione che merita maggiore riflessione - precisa Mancini - soprattutto alla luce di nuovi elementi, come la preferenza unica".

Per il capogruppo del Partito socialista troppe novità rischiano di disorientare l’elettore, ma non ci sono preclusioni se Psd e Su troveranno una sintesi. "Noi - conclude - preferiamo restare nell’ambito di una coalizione comune".

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