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Lunedì 20 Novembre 2017 |

News 01 Giugno 2016

Erbavita: lavoratori e sindacati spingono per la cessione

Chiesto al governo e alle banche di non pregiudicare

Erbavita: lavoratori e sindacati spingono per la cessione

"Siamo stanchi". È quanto hanno affermato con forza i circa 90 dipendenti di Erbavita Spa che, di concerto con la Confederazione sammarinese del lavoro, la Confederazione democratica lavoratori sammarinese e l’Unione sammarinese dei lavoratori, si sono riuniti ieri mattina in assemblea per esaminare e tracciare un percorso sul loro futuro.

"Da diversi mesi è stata concessa una moratoria all’azienda dal Tribunale di San Marino (una sorta di amministrazione controllata) - si legge in una nota congiunta di lavoratori e organizzazioni sindacali - per cercare di tirare fuori dal dissesto finanziario questa azienda che da più di 30 anni di storia ha sempre prodotto reddito per i circa 150 lavoratori, che soltanto un anno fa vi erano occupati. Una attività che ha un mercato in continua espansione, con prodotti che hanno avuto successo grazie all’eccezionale intuizione del suo fondatore".

La moratoria "doveva servire per traghettare l’azienda verso la cessione adun nuovo gruppo imprenditoriale in grado di garantire investimenti importanti, l’attuale livello di occupazione e la prosecuzione dell’attività produttiva attraverso una proposta di concordato ai creditori". In questi mesi i lavoratori dichiarano di aver "atteso impazienti e volenterosi alla prosecuzione vitale della attività produttiva e commerciale, salvaguardando il valore del loro lavoro e dell’azienda anche assistendo a colpi bassi da parte di imprese concorrenti tese a svuotare Erbavita delle risorse più significative".

Al momento c’è "un’unica offerta che supera i 15 milioni di euro del gruppo imprenditoriale facente capo a Roberto Valducci, già presente nel nostro Paese con alcune attività industriali molto significative", ma "ancora si assiste a temporaggiamenti assurdi, lungaggini burocratiche e continue possibili proposte da parte di altri non meglio identificati investitori" che potrebbero "far saltare il banco e portare al fallimento dell’azienda". Per questo motivo i dipendenti di Erbavita Spa mandano a dire che "non sono più disposti ad assistere a tali scenari" ed "esigono da parte degli organismi preposti, in primis gli istituti di credito e il governo, una sterzata decisiva che porti alla definitiva conclusione della vicenda", evitando di pregiudicare la proposta d’investimento avanzata dal gruppo che fa capo a Valducci che "si è impegnato con atti concreti alla salvaguardia del patrimonio aziendale e dei lavoratori occupati".

I dipendenti hanno solo uno scopo: "mantenere i loro posti di lavoro e le loro condizioni maturate in una attività che ha una grande prospettiva produttiva e commerciale".

Nel frattempo le organizzazioni sindacali hanno "già per tempo, in nome e per conto dei lavoratori Erbavita, chiesto al governo un ruolo attivo e alla gestione della procedura della moratoria una decisione sollecita sulla prospettiva della azienda e dei lavoratori occupati". Al contrario, i lavoratori saranno "costretti a intraprendere tutte le iniziative utili alla salvaguardia dei loro posti di lavoro e alla definizione della cessione dell’azienda a chi è in grado di dare garanzie serie e concrete".

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