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Lunedì 20 Novembre 2017 |

Sport 29 Maggio 2016

Selva non alza bandiera bianca “Che dolore, ma io non mollo”

“L’Europa League l’ho conquistata con il lavoro e il sudore, quindi voglio giocarla”

Selva non alza bandiera bianca “Che dolore, ma io non mollo”

Andy Selva si aspettava un regalo di compleanno decisamente migliore. E il riferimento non è solo alla sconfitta della Fiorita, ma anche e soprattutto alla salute. E invece, qualche giorno dopo aver fatto cifra tonda (40 anni), il veteranissimo gialloblù ha dovuto incassare un’autentica beffa: "Mi è dispiaciuto tantissimo non essere stato della partita - conferma Selva - perchè quei 3 minuti non fanno proprio testo. Ci ho provato in tutti i modi, ma il fisico questa volta non mi ha proprio aiutato".

DOLORE La seconda parte della carriera di Selva, cioè fin dai tempi di Verona, è sempre stata caratterizzata da una schiena "ballerina" anche se l’ormai ex bandiera della Nazionale ha sempre provato a stringere i denti. Questa volta, però, ha alzato bandiera bianca: "Ero fortemente a rischio fin dalla vigilia, anche perchè non mi allenavo da un mese e mi affidavo soprattutto alle terapie per provare a recuperare in tempo e stare bene. Purtroppo non sono bastate e così ho dovuto saltare la seconda gara consecutiva contro il Tre Penne in questi playoff, che personalmente non sono stati molto fortunati. Nel riscaldamento avevo provato a stringere i denti, ma poi ho scelto di andare in panchina anche se il mio nome era stato regolarente inserito negli undici. Quando le cose si sono messe male, abbiamo provato a rischiare ma al primo pallone controllato mi si è bloccata prima la gamba e poi la schiena e non riuscivo più a muovermi. Avrei preferito perdere nettamente ma giocare e divertirmi sul campo".

RISCATTO Il bello di Selva è che neppure a 40 anni ha alcuna intenzione di mollare e tra un mese ci riproverà in Europa League, sempre al comando della sua Fiorita: "Non mollo assolutamente. Il fisico mi manda degli input e dei segnali ma io faccio finta di non sentirli e guardo avanti, perchè dentro sto bene e la mia carriera è sempre stata caratterizzata da questa sofferenza fisica. Quindi non vedo perchè dovrei arrendermi proprio adesso. In Europa League voglio giocare a tutti i costi, perchè me la sono guadagnata con il lavoro e il sudore, assieme ai miei compagni. La finale di campionato? Non abbiamo mica giocato male, solo che il Tre Penne è stato più bravo e anche più fortunato di noi. Ora andremo in Europa a tenere alto il nome di San Marino".

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