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Martedì 17 Ottobre 2017 |

News 26 Maggio 2016

VERSO L’INDIPENDENZA ENERGETICA Presentato il progetto ai gruppi consiliari Tre multinazionali pronte all’investimento

VERSO L’INDIPENDENZA ENERGETICA Presentato il progetto ai gruppi consiliari Tre multinazionali pronte all’investimento

L’autonomia energetica è un traguardo affascinante e da oggi potenzialmente più vicino. San Marino è chiamato a una svolta epocale. Ci sono presupposti concreti perchè il Paese possa diventare un produttore di energia e rendersi autonomo e capace di negoziare al meglio lo scambio di prodotti e servizi. Un’opportunità unica che va nella direzione di una maggiore cooperazione economica con l’Italia e le sue regioni limitrofe, per le quali si apriranno opportunità di acquisto di parte dell’energia prodotta, nell’ottica di contribuire allo sviluppo del territorio.

Producendo energia San Marino – si legge nel progetto degli investitori – potrà raggiungere significativi benefici di crescita economica interna e potrà diventare un solido partner dell’Italia nel sostenere la richiesta energetica delle regioni vicine e della dorsale adriatica, che sempre più evidenzia i suoi problemi infrastrutturali, con criticità di esercizio nel periodo di maggior domanda estiva. San Marino Energia – continua il documento di presentazione – può rappresentare il primo esempio concreto di attuazione dell’accordo di cooperazione economica con l’Italia, siglato nella Repubblica il 31 marzo 2009 ed entrato in vigore il 26 gennaio 2015.

IL PROGETTO - Il progetto San Marino Energia viene approvato con la delibera del 2013 e vede la partecipazione di tre multinazionali Mitsubishi Hitachi Power System, Amec Foster Willer è un gruppo ingegneristico multinazionale che fa project management, che affianca Mitsubishi nella realizzazione del progetto e la Dundee Corporation per la parte finanziaria.

Il gruppo di lavoro tecnico composto – come da delibera - dal Direttore dell’AASS, o suo delegato, n°5 esperti indicati dalla delegazione di Governo e da un esperto legale con l’incarico di supportare e supervisionare, incaricato di valutare gli aspetti di fattibilità e di sostenibilità ambientale ha espresso il suo parere favorevole, riconoscendo l’eccellenza del progetto. Ora come da delibera si attende l’atto dell’esecutivo che andrà ad autorizzare la costituzione della società San Marino Energia spA, così il progetto entrerà nella sua fase esecutiva, consentendo la realizzazione dell’opera entro il prossimo triennio.

OBIETTIVI - Il progetto San Marino Energia – si legge dal documento di presentazione - ambisce a rendere la Repubblica di San Marino uno dei più brillanti esempi di produzione di energia nel mondo, attraverso un impianto di ultimissima generazione (512 Mw + 54 Mw) a ciclo combinato gas-calore, costruito con l’eccellenza della Mitsubishi e destinato alla produzione di energia per il mercato interno e per l’esportazione. In particolare, la transizione verso il nuovo futuro energetico, verso la riduzione del prezzo dell’energia per la collettività e verso la creazione di una comunità eco-sostenibile passa per alcuni strumenti quali: l’alimentazione a gas naturale acquisito direttamente dai Paese produttori; l’impianto di generazione elettrica ad alta efficienza e affidabilità; il progetto pilota per il teleriscaldamento delle aree urbane; la promozione e lo sviluppo della mobilità elettrica; la creazione di posti di lavoro per giovani qualificati.

NUMERI - I numeri sono importanti: si stimano 600 milioni di euro d’investimento economico. Il debito si dovrebbe ammortizzare in 12 anni e l’impianto si ripaga completamente già in 8 anni. Ritorno sull’investimento calcolato in circa 16/18% nel lungo periodo. Lo Stato entrerà nelle quote della Società (per il 5%) gratuitamente, quindi avrà un Consigliere nel CDA dell’Azienda sammarinese che gestirà l’impianto. 15 milioni di euro di gettito fiscale annuo con un incremento del Pil del 20%. L’impianto ha bisogno di circa 1000 operai specializzati per la costruzione e garantisce a regime 250 posti di lavoro, sempre specializzati. Il tutto verrà costruito in 32 mesi.

LA ZONA - L’area industriale di Faetano è considerata l’area migliore perché è la più prossima al confine. Il terreno preso in considerazione è quello fra l’azienda LCS e il lago di Faetano, sono circa 36.000 mq. La centrale sarebbe realizzata sull’esempio di quella di Sendai, l’impianto è dotato di raffreddamento ad aria, ancora più pulito. Ci si potrà dare l’estetica che si vuole, la torre della centrale sarà alta circa 60mt e verrebbe costruita in modo tale da essere di poco impatto visivo. Inoltre è stato fatto uno studio anche sui venti e l’impatto ambientale per le aree italiane limitrofe, fino al mare, con un raggio di 40km. Come per tutte le scelte importanti serve coraggio. Al momento nessuna decisione è stata presa. Il confronto politico è aperto. La relazione è stata già sottoposta all’attenzione di maggioranza ed opposizione. La prossima settimana ci sarà l’incontro con la giunta del Castello potenzialmente interessato, vale a dire Faetano. Solo a quel punto, alla luce del lavoro fatto, la politica dovrà decidere se è quella la strada da percorrere.

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