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Lunedì 18 Dicembre 2017 |

News 25 Maggio 2016

La furia di Rete, Pedini Amati e Lazzari: “Siamo in pochi a fare opposizione”

Civico 10: “Saremo sempre controllori del governo in Consiglio”

La furia di Rete, Pedini Amati e Lazzari: “Siamo in pochi a fare opposizione”

Non ci stanno più al "teatrino" che va in scena all’interno del Consiglio Grande e Generale, quello fatto di strategie elettorali e alleanze trasversali che tradiscono, a loro dire, la volontà popolare. L’agenzia Dire spiega in un proprio lancio che i consiglieri di Rete e gli indipendenti Federico Pedini Amati e Luca Lazzari, affiancati da numerosi rappresentanti dei movimenti referendari, conclusi i lavori parlamentari, da Palazzo Pubblico hanno incontrato l’altro giorno la stampa per tirare le somme dell’ultima sessione post-referendum e per rilanciare l’apertura verso i cittadini. "Qui dentro siamo rimasti solo in sei a fare opposizione", ha osservato Roberto Ciavatta di Rete. Il consigliere ha sottolineato lo scollamento tra quello che avviene fuori nel Paese e quello che si assiste in Aula, intenta, per Ciavatta, verso iniziative clientelari e a favorire potentati esterni.

A dimostrarlo, il dibattito sull’esito referendario: "Invece di parlare del risultato e della volontà espressa dai cittadini - ha osservato - si è assistito a un attacco continuo alla parte di minoranza che ha sostenuto i Sì". Così, "partecipare ai lavori nella veste di capro espiatorio e soggetto estraneo diventa stancante - ha proseguito Lazzari - le nostre risorse sono limitate". Per questi motivi, i sei consiglieri, insieme ai gruppi di cittadini che hanno sostenuto i referendum, hanno annunciato la decisione di indirizzare il proprio sforzo maggiore "nella politica sul territorio e non all’attività parlamentare". Nei prossimi giorni il fronte di Rete, Lbsm e Lazzari definirà le iniziative da mettere in piedi "ma riguarderanno sicuramente - ha anticipato Lazzari - i problemi del Paese che non emergono nel dibattito politico". Quando i sei consiglieri, venerdì scorso, erano assenti in Aula "per impegni precedentemente assunti", ha precisato Pedini Amati, si sono trovati derisi sui social network direttamente da una foto pubblicata da un segretario di Stato. "Forse anche lui si è accorto che se veniamo a mancare noi - ha proseguito il consigliere di Liberamente San Marino - l’opposizione è completamente latente in Aula". Senza i rappresentanti di Rete e dei due indipendenti di minoranza "abbiamo visto l’Aula parlare di niente - ha osservato ancora Pedini - e fare corporazioni in vista delle prossime future alleanze e l’assenza di un minimo rispetto per il proprio ruolo". Ciò non significa che diserteranno il Consiglio: "Verremo a discutete di interpellanze, odg e dei provvedimenti che riterremo importanti - ha puntualizzato - è chiaro che venire oggi in Aula è un puro esercizio formale con una maggioranza che porta avanti provvedimenti pre-elettorali". Infine Gian Matteo Zeppa di Rete ha ribadito la dissociazione completa rilevata tra l’Aula e i cittadini e puntato il dito contro "il pericoloso distacco di una politica che bada più ai conteggi delle teste che a rendere continuo il rapporto con la cittadinanza".

Civico 10: “Saremo sempre controllori del governo in Consiglio”

La conferenza stampa convocata l’altro ieri, al termine dei lavori del Consiglio Grande e Generale, dai consiglieri di Rete e i due indipendenti Pedini Amati e Lazzari (vedi articolo nella stessa pagina) lascia a Civico 10 un grande amaro in bocca.

L’appello a chiuderla con le strumentalizzazioni post-referendarie, "utili solamente a massimizzare un risultato politico che qualcuno, in maniera bipartisan, crede di aver conseguito", è "caduto nel vuoto" e lo stesso movimento dichiara in una nota di aver "volutamente evitato, per tutta la campagna referendaria, e anche dopo il voto, di farsi trascinare nelle stucchevoli polemiche nate fra sostenitori del Sì e del No, in particolare sul Polo del lusso, sia per rispetto alla posizione presa dalla sua assemblea, sia per il rispetto dovuto a un movimento, come Rete, con cui ancora oggi crediamo si debba ragionare in un’ottica di prospettiva politica di alternativa".

Gli attivisti di C10 mandano a dire che speravano che la correttezza dimostrata, anche durante il dibattito nei loro confronti, "fosse contraccambiata evitando di essere tirati in ballo strumentalmente".

Invece, due giorni fa, "nessuno degli intervenuti davanti alle telecamere ha rinunciato a infilare Civico10 fra le ‘finte opposizioni’, quelle che non guardano agli interessi del Paese, che non rispettano il proprio ruolo".

"Tutto si può dire tranne che abbiamo mai rinunciato al suo ruolo di controllore del governo, che è stato portato avanti con costanza e coerenza anche in questa seduta del Consiglio Grande e Generale - replica Civico 10 che prosegue -. Persino venerdì scorso, mentre un’Aula orfana di Rete e dei due indipendenti votava due varianti di Prg che porteranno all’abbattimento di centinaia di alberi".

Il movimento annuncia che "continuerà la sua battaglia contro i metodi di questo governo fallimentare anche quando si affronteranno le gravi emergenze finanziarie del Paese, questo è certo, anche contro le accuse di ‘inciucio’ e la diffamazione gratuita tramite sterili insinuazioni, che si leggono nei report di quella conferenza stampa".

"La domanda fondamentale è se questa mania di fare della polemica gratuita, forzata, sgomitando contro tutti e contro tutto, attaccandosi ad ogni appiglio utile, descrivendo complotti e nemici ovunque - conclude -, porterà qualcosa di buono per questo Paese, oltre al mero risultato elettorale per qualcuno".

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