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Lunedì 20 Novembre 2017 |

News 24 Maggio 2016

Presentato il progetto di legge sulla gestione delle creazioni artistiche

Tra le novità più rilevanti il pubblico registro dei capolavori e il nucleo specializzato beni culturali

Presentato il progetto di legge sulla gestione delle creazioni artistiche

Durante il dibattito consiliare di venerdì il segretario di Stato al turismo Teodoro Lonfernini ha presentato in prima lettura un progetto di legge sulla "Disciplina della gestione delle opere dell’arte nella Repubblica di San Marino". Lonfernini ha spiegato che il progetto "nasce da una visione di rilancio del settore turistico, ma nella sua forma attuale non si limita unicamente alla creazione di presupposti normativi atti a generare solo questa tipologia di benefici: il progetto di legge crea le condizioni per realizzare un vero e proprio ordinamento sistematico delle opere dell’arte nella e per la Repubblica di San Marino".

OBIETTIVI – L’obiettivo del pdl spiega Lonfernini è di trasformare San Marino "in una moderna culla di attrattività, commercio e sviluppo di arte e cultura. Un modello all’avanguardia nello scenario internazionale. Il progetto apporta benefici nel settore Turismo, con riqualificazione dell’offerta culturale e creazione di nuove motivazioni di visita anche culturali oltre che paesaggistiche, Mercato, con una agevole seppur controllata circolazione delle opere con una sostenibile fiscalità nonché con facilitazioni alla produzione e Cultura/Formazione con incentivi per la formazione specializzata. L’impianto normativo è caratterizzato dalla volontà di delineare criteri ed iter burocratici snelli ed immediati ma pur sempre garantisti per l’identificazione di opere dell’arte e per la loro libera circolazione. Allorquando le opere d’arte assurgono a beni culturali di interesse nazionale sono assoggettate a precise limitazioni che garantiscono certezza del diritto di proprietà, efficienza burocratica-amministrativa, trasparenza nei tempi e nei metodi di applicazione della norma. I soggetti che potranno trarre benefici dall’applicazione del Pdl sono lo Stato".

DATI – Poi Lonfernini si concentra sui dati: "Dal punto di vista economico: con l’adeguamento dell’imposta sulle importazioni rispetto a quanto attualmente in vigore (si passa dal 3 al 4%) e con la creazione di una imposta sugli acquisti, ad oggi non esistente, pari all’8% sul plusvalore di vendita del bene. Quanto dal punto di vista di una maggiore offerta di servizi pubblici evoluti:il rilascio di uno specifico passaporto dell’opera su richiesta del proprietario con l’obiettivo di certificare il profilo del bene che presuppone analisi e valutazioni anche finalizzare alla certificazione di originalità dell’opera. Non va inoltre sottaciuto il gettito fiscale derivante dall’indotto di settore in termini di tassazioni dei redditi delle imprese operanti nel mondo dell’arte il cui numero potrà crescere a seguito degli effetti dell’applicazione di tutti gli aspetti innovativi e comunque di certezza normativa contenuti nel Pdl. Le imprese e gli operatori del settore sono destinatari di benefici tesi a favorirne l’insediamento in Repubblica. Partendo da garanzie certe su tempi e metodi di svincolo delle opere non classificabili come di interesse nazionale gli operatori potranno anche essere favoriti dalla previsione di uno strumento normativo presente in altri paesi europei: ci si riferisce ai vantaggi significativi in termini di accesso delle opere dell’arte in territorio, importate ai soli fini di custodia. Tale tipologia di importazione è prevista in esenzione dall’imposta sulle importazioni e ciò potrebbe configurare la creazione di un porto franco appetibile a coloro che intendono scegliere la Repubblica come sede di conservazione e deposito delle opere dell’arte senza scopo di commercializzazione. Sono altresì previste aliquote di imposizione sulle operazioni di compravendita estremamente contenute rispetto a quelle vigenti nel contesto internazionale. Gli artisti delle opere possono essere identificati come il terzo soggetto interessato dai benefici previsti dalla normativa: la previsione di un Fondo a sostegno dello sviluppo di opere dell’arte, alimentato ogni anno in misura pari al 5% del gettito complessivo derivante dal gettito delle imposte indirette (importazione e acquisto) introdotte dal Pdl, gli incentivi economici previsti per la produzione di opere dell’arte sul territorio della Repubblica e l’esenzione d’imposta sulle importazioni e sull’imposta di acquisto per le vendite direttamente effettuate dagli autori sono finalizzati a rendere attrattivo il nostro paese come culla dell’arte e degli artisti. Tra le novità più rilevanti vi è la previsione della costituzione di due realtà destinate a regolare e controllare il settore: il Pubblico registro delle opere d’arte con funzioni di tracciabilità, aggiornamento e supervisione dei movimenti delle opere sul territorio ed il Nucleo specializzato beni culturali, costituito nell’ambito della Gendarmeria con funzioni di vigilanza, ispettive e di controllo. Ci sono diversi aspetti di impatto rilevante: moltiplicazione di occasioni di mostre d’arte e potenziamento dell’offerta turistica-culturale, potenziamento del turismo congressuale con convention e forum sull’arte, opportunità di favorire una specializzazione del sistema bancario, creazione di impresa e occupazione, valorizzazione degli artisti in territorio e attrazione di nuovi artisti e sviluppo di formazione universitaria specializzata".

DIBATTITO - Il dibattito del Consiglio si accende quando interviene Mimma Zavoli, C10: "Dovrebbero essere già pensate le ricadute pesanti di questo provvedimento rispetto la sua applicazione, a fronte anche di comparti depauperati di figure professionali a causa dei vostri pre-pensionamenti. E della mancanza di flessibilità di cui un progetto di questa natura dovrebbe avere. Mi chiedo poi perché la Sua segreteria sia quella coinvolta e perché non sia presentato in concomitanza con segreteria alla Cultura".

Risponde subito Giuseppe Maria Morganti, segretario di Stato per la Cultura: "In contemporanea all’avvio di questa procedura legislativa, sono stati avviati altri due Pdl in materia, tra cui un accordo sull’interscambio con l’Italia in materia beni artistici e culturali. Ci siamo divisi i compiti, non si poteva procedere con tutti e tre in contemporanea, ma tutti e tre sono provvedimenti che dovranno coordinarsi. Questo Pdl riguarda il commercio di opere legate alla contemporaneità. Un progetto di codice è già pronto e doveva venire in prima lettura insieme a questa legge, ma non è stato possibile per un inghippo dell’ultima ora. Sicuramente c’è un impegno verbale del congresso di Stato perché siano emanati i testi coordinati, di pari passo, e che non sovrabbondino nelle dimensioni e non siano in contrasto gli uni con gli altri". Anche il segretario Lonfernini risponde a Mimma Zavoli: "l’attenzione per il segmento culturale, quello congressuale, o legato alle attività di benessere e sanità, è una buona pratica di vantaggio per chi conduce politiche turistiche. Al momento non abbiamo infrastrutture pronte per sopperire alle mancanze. Ma fra qualche mese avremo a disposizioni nuovi spazi intorno al centro storico, rispondenti a percorsi di questo genere, stiamo svolgendo- ne sono sicuro- un ottimo lavoro. La legge non è smisurata, è un testo pensato per rispondere a tutti quei meccanismi che nel tempo si svilupperanno per evitare interventi che potrebbero rendersi necessari".

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