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Lunedì 20 Novembre 2017 |

Pubblicato il 23/05/2016 da

Test antidroga per i consiglieri, si pensa a un ricorso al Collegio dei Garanti

Test antidroga per i consiglieri, si pensa a un ricorso al Collegio dei Garanti

In Consiglio, pronta ad essere discussa e votata dai parlamentari, l’ordine del giorno in merito all’iniziativa assunta dal segretario di Stato per la Sanità, Francesco Mussoni, di avviare un test per la ricerca di sostanze d’abuso rivolto ai consiglieri e per l’avvio di un ricorso per conflitto di attribuzioni al Collegio garante della costituzionalità delle norme. A presentare l’odg sono stati i gruppi consiliari di Sinistra unita-Laboratorio democratico, Civico 10, Partito socialista, Unione per la Repubblica e Rete.

Lo scorso 16 marzo il segretario alla Sanità ha diramato un comunicato stampa per informare la popolazione "che erano stati attivati i servizi preposti dell’Iss per avviare il test volontario e assolutamente facoltativo per la ricerca di cataboliti delle sostanze d’abuso quali cocaina, cannabis, oppioidi nelle urine per i componenti del Consiglio Grande e Generale e i membri del Congresso di Stato" e contestualmente ha disposto la trasmissione a tutti i consiglieri della documentazione contenente la procedura adottata per effettuare il test e le relativa delibera emessa dal comitato esecutivo dell’Iss. Valutato come la proposta sia frutto di un’iniziativa unilaterale del segretario Mussoni non condivisa con il Congresso di Stato, al quale sembra l’abbia solo comunicata, né l’abbia sottoposta all’Ufficio di Presidenza del Consiglio per la sua applicazione e visto che tutti i membri del Consiglio sono stati messi al centro dell’attenzione con accenti punitivi inducendo senza motivo nell’opinione pubblica il sospetto che i consiglieri facciano uso di sostanze stupefacenti e compromettendo la facoltatività e la riservatezza del test, Sinistra unita-Laboratorio democratico, Civico 10, Partito socialista, Unione per la Repubblica e Rete vorrebbero che il Consiglio Grande e Generale dichiarasse non solo che l’iniziativa assunta da Mussoni di un test per la ricerca di sostanze d’abuso rivolto ai consiglieri costituisce una prevaricazione operata nei confronti dei titolari di un altro potere pubblico da un soggetto che non è un organo dello Stato e che seppure lo fosse stato, come il Congresso di Stato nella sua collegialità, non avrebbe comunque avuto il potere di farla ma anche che essa costituisce una lesione

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