Elaborazione della richiesta in corso. Si prega di attendere.
Seguici su seguici su Facebook
Martedì 20 Agosto 2019 |

News 06 Marzo 2016

Depositato un progetto di legge per contrastare i reati informatici

Il segretario Venturini vuole proporre all’Ufficio di presidenza l’inserimento del testo all’ordine del giorno del prossimo Consiglio

Depositato un progetto di legge per contrastare i reati informatici

Inserire nell’ordinamento legislativo sammarinese una tutela penale contro reati informatici per perseguire le nuove forme di criminalità attraverso sistemi elettronici o telematici. È questa la finalità del progetto di legge "Disciplina dei reati informatici" depositato in Segreteria istituzionale lo scorso 2 marzo dal segretario di Stato agli Affari Interni, Gian Carlo Venturini. "Tenendo conto della Convenzione di Budapest del 23 novembre 2001 che è il principale strumento giuridico per contrastare la criminalità informatica, nel nostro ordinamento legislativo vogliamo introdurre con questo progetto di legge, elaborato dal professore Lucio Monaco, una tutela penale contro accessi abusivi a un sistema informatico o telematico; l’intercettazione o interferenze illecite in comunicazioni informatiche o telematiche; il danneggiamento di informazioni, dati e programmi informatici; frodi informatiche; frodi informatiche del soggetto che presta servizi di certificazione di firma elettronica; false dichiarazioni o attestazioni al certificatore di firma elettronica sull’identità o qualità personali proprie o di altri dati - afferma lo stesso Venturini -. Proporrò all’Ufficio di presidenza di inserire questo progetto di legge all’ordine del giorno della prossima sessione consiliare. Inoltre daremo attuazione a breve, con un apposito provvedimento, alla posta certificata". Ora andiamo a vedere nello specifico in cosa consiste questo disegno di legge.

Accesso abusivo a un sistema informatico – Chiunque abusivamente si introduce in un sistema informatico o telematico protetto da misure di sicurezza, è punito con la prigionia di secondo grado. La pena è della prigionia di terzo grado se il fatto è commesso da un pubblico ufficiale o da un incaricato di un pubblico, o da chi comunque esercita la professione di investigatore privato, o da un operatore del sistema; se il colpevole, per commettere il fatto, usa violenza sulle cose o alle persone; se dal fatto deriva la distruzione, il danneggiamento o il disturbo del sistema o dei dati ivi contenuti. Chiunque, al fine di procurare da sé o ad altri un profitto ingiusto o di arrecare ad altri un danno, detiene o comunque dispone di mezzi idonei all’accesso a un sistema informatico o telematico, protetto da misure di sicurezza, o comunque fornisce indicazioni o istruzioni idonee al predetto scopo, sarà punito con la prigionia di primo grado e con una multa fino a 5.500 euro o, se ricorre la circostanza aggravante, con la prigionia di secondo grado e una multa da 5.500 a 10.500 euro. Viene poi applicata una pena della prigionia di secondo grado e una multa fino a 10.500 euro a chiunque detiene o comunque dispone senza giustificato motivo di apparecchiature o programmi informatici idonei ad alterare il funzionamento di un sistema informatico o telematico o i dati in esso contenuti.

INTERCETTAZIONI O INTERFERENZE ILLECITE IN COMUNICAZIONI INFORMATICHE – Chiunque abusivamente intercetta o interferisce in comunicazioni informatiche o telematiche, è punito con la prigionia di terzo grado. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, la stessa pena viene applicata a chiunque rivela a terzi, in tutto o in parte, il contenuto delle comunicazioni. Chiunque, invece, installa apparecchiature idonee a intercettare o interferire nelle comunicazioni informatiche o telematiche, è punito con la prigionia di secondo grado. La pena è della prigionia di terzo grado e si procede d’ufficio se il fatto è commesso in danno di un sistema utilizzato dallo Stato o da altro ente pubblico; da un pubblico ufficiale, con abuso della qualità di operatore del sistema e da chi anche abusivamente esercita la professione di investigatore privato.

DANNEGGIAMENTO DI INFORMAZIONI – Chiunque cancella, altera o rende inservibili informazioni, dati o programmi informatici altrui è punito, a querela della persona offesa, con la prigionia di secondo grado. Nel caso in cui le informazioni, i dati o i programmi informatici cancellati, alterati o resi inservibili fossero utilizzati dallo Stato o da altro ente pubblico, l’autore verrà punito con la prigionia di terzo grado (o di quarto grado, se l’evento si verifica).

Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque altera o rende inservibili sistemi informatici o telematici altrui o ne ostacola gravemente il funzionamento, è punito con la prigionia di terzo grado. Se il fatto è idoneo a distruggere o danneggiare sistemi informatici di pubblica utilità o ad ostacolare gravemente il funzionamento, la pena è della prigionia di terzo grado (o di quarto grado, se l’evento si verifica). Viene applicata la pena di prigionia di quarto grado, se il fatto è commesso con violenza alla persona o minaccia o con abuso della qualità di operatore del sistema.

FRODI INFORMATICHE – È punito con la prigionia di secondo grado e con la multa da 600 a 3mila euro chiunque, senza autorizzazione, introduce, altera, cancella dati elettronici, o interferisce con il funzionamento di un programma o di un sistema informatico, al fine di procurare a sé o altri un ingiusto profitto. Si applica la prigionia di terzo grado qualora la frode informatica abbia cagionato un danno di rilevante gravità; quella di quarto grado, invece, qualora la condotta fraudolenta abbia prodotto un trasferimento non autorizzato di denaro o valori in danno al titolare. Se il fatto viene commesso con indebito utilizzo dell’identità digitale in danno o più soggetti, l’autore verrà punito con prigionia di terzo grado e una multa da 600 a 3mila euro. Il soggetto che presta servizi di certificazione di firma elettronica, il quale, al fine di procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto, viola gli obblighi della legge per il rilascio di un certificato qualificato, è punito con la prigionia di secondo grado e con una multa da 250 a 1.000 euro. Chiunque dichiara o attesa falsamente al soggetto che presta servizi di certificazione delle firme elettroniche l’identità o lo stato o altre qualità della propria o dell’altrui persona, è punito con la prigionia di primo grado.

Andrea Lattanzi

Stampa la pagina Invia ad un amico
L'indirizzo email non verrà pubblicato.
I campi obbligatori sono contrassegnati con *
Copia qui il codice Anti-Spam 

Informativa sulla privacy
Ai sensi del D.Lgs. n.196/03 (trattamento dei dati sensibili), La informiamo che i Suoi dati verranno raccolti da La Serenissima il giornale dei sammarinesi al fine di adempiere a Sue specifiche richieste.
I dati saranno elaborati tramite strumenti manuali, informatici e telematici.
Il conferimento dei dati ha natura facoltativa.
I dati non saranno oggetto di comunicazione e diffusione, e potranno essere messi a conoscenza degli incaricati della specifica operazione.
A norma dell'art. 7 del Codice, ha diritto di avere conferma dell'esistenza o meno di Suoi dati presso di noi; di ottenere aggiornamento, rettifica o integrazione dei dati o il loro blocco o cancellazione per violazione di legge o cessata necessità di conservazione; di opporsi al trattamento per motivi legittimi.

* Campi richiesti
Seguici su seguici su Facebook
KOMPRESA - Realizzazione siti per le PMI