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Martedì 17 Ottobre 2017 |

News 21 Maggio 2016

Il Parco scientifico e tecnologico incassa il primo Sì dal Consiglio

Approvate le modifiche al Piano regolatore generale con 27 voti a favore Inserito un emendamento che impegna il governo a portare nuovamente in Aula il progetto

Il Parco scientifico e tecnologico incassa il primo Sì dal Consiglio

APPROVATE LE MODIFICHE AL PRG - Si è concluso ieri con l’approvazione da parte del Consiglio Grande e Generale il dibattito unico sul progetto di legge in seconda lettura "Modifiche alla Legge 29 gennaio 1992 n.7 – Piano regolatore generale per l’attuazione di interventi di sviluppo economico" e sull’Istanza d’Arengo n. 14 perché il progetto edilizio denominato "Parco Scientifico Tecnologico" non venga realizzato nella zona del "Parco Urbano" sita in località Galazzano.

Le varianti per il compimento di quattro interventi, nonostante l’assenza dei consiglieri di Rete, sono passate con 27 voti a favore, 12 contrari e 5 astenuti. Varianti che prevedono un parcheggio a Montegiardino, il nuovo impianto sportivo ad Acquaviva, l’ampliamento della Zona produttiva la Ciarulla con conseguente spostamento della palestra ex Mesa oltre alla realizzazione del Parco scientifico e tecnologico a Galazzano. È stato un lungo travaglio trovare la sede ufficiale del Pst: in Aula si era inizialmente parlato di Faetano, poi di Montepulito. Ma alla fine la scelta è ricaduta su Galazzano. L’area in cui sorgerà sarà pubblica, per sgomberare il campo da dubbi su speculazioni. Inoltre la maggioranza, per rassicurare i più scettici, ha inserito un emendamento a garanzia che, solo una volta approvati anche il futuro Piano regolatore generale e la convenzione del Parco scientifico e tecnologico, si potrà intervenire sull’area. Malgrado ciò, l’opposizione ha contestato lo stesso: "Non ci piace la sua collocazione, non la sua esistenza" ha precisato il consigliere di Sinistra unita, Augusto Michelotti. L’ESULTANZA DI ARZILLI - "Ci tengo a ringraziare tutti i consiglieri per il dibattito, proficuo e costruttivo, che si è sviluppato intorno alla norma che dà finalmente una casa al Parco scientifico e tecnologico, un progetto del Paese e per il Paese. Un progetto che, nella sua linea di principio e nella sua potenzialità come motore per lo sviluppo, trova d’accordo tutte le rappresentanze politiche. E che nella sua fase di avvio ha già dato risultati incoraggianti e incontrovertibili: dopo soli due anni di attività l’incubatore d’impresa conta oggi 26 start up e 53 occupati, la maggior parte dei quali di alto livello". Con queste parole il segretario di Stato per l’Industria, l’Artigianato e il Commercio, Marco Arzilli, ha accolto con soddisfazione l’approvazione della variante Prg per la creazione del Parco scientifico e tecnologico. La variante al Prg, secondo Arzilli, "porta con sé una grande e rivoluzionaria novità, che va incontro all’esigenza della cittadinanza di essere rassicurata circa il reale utilizzo che verrà fatto di quella porzione di territorio". Lo stesso segretario all’Industria fa sapere che il governo ha stato deciso di introdurre un emendamento che lo impegna a "portare nuovamente in Consiglio il progetto, quando questo sarà nero su bianco e corredato dalla convenzione che stabilirà le condizioni per la sua attuazione".

"Trasparenza e condivisione devono essere le parole chiave per il prosieguo del lavoro sul Parco scientifico e tecnologico, come lo sono state finora: non abbiamo nulla da nascondere - conclude -, anzi vogliamo fortemente che ci sia, da parte della cittadinanza, la massima comprensione e condivisione di ogni passaggio".

VIA LIBERA AL PRG COMUNITÀ E IMPRESE - Il Consiglio e approva con 25 Sì e 7 No legge di varianti al Prg per servizi utili a comunità e imprese. Rientra anche la creazione di aree per lo stoccaggio di materiali inerti. Rtv sul proprio sito web spiega che il segretario al Territorio, Antonella Mularoni, ha ammesso che si è partiti in ritardo, ma dopo aver recuperato terreno, l’obiettivo del 50% di raccolta porta a porta è più vicino, arriverà entro l’anno. Gli appalti dovranno partire al più presto nei Castelli ancora scoperti, ma già si sa che non saranno rispettate le scadenze. Rimane il problema di quelli più grandi. Il cerchio sul territorio si chiuderà con il testo unico delle leggi urbanistiche ed edilizie che verrà discusso forse la prossima settimana.

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