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Venerdì 20 Ottobre 2017 |

News 12 Maggio 2016

Screening del colon retto e del pap test, lo Sportello consumatori si lamenta dei disservizi

Screening del colon retto e del pap test, lo Sportello consumatori si lamenta dei disservizi

Lo Sportello consumatori si lamenta di non aver ancora ricevuto risposta nè dai vertici dell’Istituto per la sicurezza sociale nè dalla segreteria di Stato alla Sanità.

Una lettera, firmata dal presidente dell’associazione, Ivan Toni, inviata un mese e mezzo fa al direttore generale dell’Iss, Bianca Caruso, al Comitato esecutivo Iss e, per conoscenza, al segretario di Stato per la Sanità, Francesco Mussoni, in cui venivano chieste informazioni su "importanti disservizi che, nonostante l’impegno del personale, da tempo continuano a verificarsi nei programmi di screening del colon retto e del pap test, così come segnalatoci da molti cittadini". Visto "il perdurare di questi disservizi e l’apparente inerzia degli organi preposti", lo Sportello consumatori si vede costretto a "richiamare pubblicamente i responsabili dell’Istituto per la sicurezza sociale ad adempiere alle loro responsabilità".

L’Iss "finora ha attribuito tali disfunzioni al passaggio a un nuovo sistema informatico" ma "questa transizione sta perdurando da un tempo davvero considerevole, e ciò è inaccettabile, perché produce rischi sempre più gravi per la popolazione, dato che questa fondamentale attività diagnostica e di prevenzione è tuttora fortemente penalizzata; soprattutto, non si intravede una piena e rapida soluzione ai problemi e alle inefficienze che continuano a riscontrarsi, mettendo a sofferenza il fondamentale diritto dei cittadini alla salute".

Ma non solo: "La scelta di affidare alla Società Engineering la gestione informatica dei programmi di screening, non appare centrata, almeno per gli screening del colon retto e pap test; per la mammografia, invece, non è stata ancora cambiata gestione, e questo servizio funziona, ma con all’orizzonte l’incognita dell’imminente scadenza del rapporto di collaborazione con l’attuale Società Dedalus".

L’associazione, "facendosi portavoce delle preoccupazioni dei cittadini e del loro diritto alla salute", oltre a sollecitare "risposte e soluzioni concrete e rapide alle problematiche evidenziate", ribadisce nella stessa nota di aver "chiesto informazioni precise e circostanziate sui tempi e modi di realizzazione degli screening, e sulla ripresa della loro piena operatività". Queste attività diagnostiche devono peraltro "avvalersi di una struttura di assistenza tecnica e di consulenza efficiente e puntuale (cosa che non risulta sia oggi...)". Tutto ciò "è doveroso non per creare allarmismi, ma per fornire una corretta e puntuale informazione ai cittadini".

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