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Giovedì 18 Ottobre 2018 |

News 06 Maggio 2016

Tetto da 100mila euro agli stipendi pubblici, i democristiani non ci stanno e protestano

Contrastato il quesito referendario: “A un Paese competitivo servono uomini e donne di eccellenza adeguatamente retribuite”

Tetto da 100mila euro agli stipendi pubblici, i democristiani non ci stanno e protestano

Il Partito democratico cristiano sammarinese, attraverso una nota, esprime la propria opinione sul quesito referendario volto ad applicare il tetto degli stipendi della Pubblica amministrazione e degli enti pubblici a 100mila euro lordi.

Quesito referendario, sostengono da via delle Scalette, che "andrà a interessare meno di 30 soggetti appartenenti all’Amministrazione pubblica perché tutti gli altri stipendi sono già al di sotto di questa soglia".

E questi 30 soggetti, "solo uno fa parte della Pa in senso stretto, ossia il direttore della Funzione Pubblica (o capo del personale), mentre gli altri appartengono a enti pubblici (Iss e Banca Centrale) o al Tribunale unico dello Stato".

Dunque, "stiamo parlando di medici, dirigenti e ispettori della vigilanza delle banche e di magistrati".

Con questo referendum, secondo il Pdcs, "non si affronta il problema della forbice tra stipendi pubblici e privati, che rimarrà invariata, ma si andrà ad incidere su quelle poche figure di eccellenza che, nella vicina Italia, per la responsabilità dei ruoli che ricoprono hanno retribuzioni paragonabili, o più alte, delle nostre".

Nello stesso comunicato viene anche evidenziato che la legge sammarinese "prevede già il tetto degli stipendi a 150mila euro e queste 25 posizioni rientrano all’interno di questo valore".

Sempre da via delle Scalette fanno sapere che sostenere questo referendum, porterà quattro effetti negativi: "Alzare un muro, che impedirà l’accesso di medici di eccellenza per la sanità pubblica, e spalancare una porta per l’uscita di quelli già presenti verso la vicina Italia; mettere a rischio la permanenza nel nostro Paese di quelle risorse di livello internazionale recentemente reperite per Banca Centrale, per le quali è stata concordata la retribuzione con ampia maggioranza in Consiglio; abbassare la soglia di sicurezza, indicata anche dagli organismi internazionali anticorruzione che indicano in uno stipendio adeguato una maggiore garanzia contro la corruzione, considerando i valori in gioco nel settore bancario; incidere senza una valutazione di merito sulle retribuzioni dei giudici, limitandone l’autonomia quale potere dello Stato".

A un Paese competitivo servono "uomini e donne di eccellenza, retribuite adeguatamente per l’apporto delle proprie competenze alla cittadinanza" e, per questo motivo, i democristiani esprimono la propria contrarietà al tetto degli stipendi a 100mila euro lordi, promettendo che s’impegneranno a "un’adeguata azione di revisione delle retribuzioni pubbliche, insieme alle organizzazioni sindacali, con la prossima approvazione del fabbisogno".

Il Partito democratico cristiano sammarinese, attraverso una nota, esprime la propria opinione sul quesito referendario volto ad applicare il tetto degli stipendi della Pubblica amministrazione e degli enti pubblici a 100mila euro lordi.

Quesito referendario, sostengono da via delle Scalette, che "andrà a interessare meno di 30 soggetti appartenenti all’Amministrazione pubblica perché tutti gli altri stipendi sono già al di sotto di questa soglia".

E questi 30 soggetti, "solo uno fa parte della Pa in senso stretto, ossia il direttore della Funzione Pubblica (o capo del personale), mentre gli altri appartengono a enti pubblici (Iss e Banca Centrale) o al Tribunale unico dello Stato".

Dunque, "stiamo parlando di medici, dirigenti e ispettori della vigilanza delle banche e di magistrati".

Con questo referendum, secondo il Pdcs, "non si affronta il problema della forbice tra stipendi pubblici e privati, che rimarrà invariata, ma si andrà ad incidere su quelle poche figure di eccellenza che, nella vicina Italia, per la responsabilità dei ruoli che ricoprono hanno retribuzioni paragonabili, o più alte, delle nostre".

Nello stesso comunicato viene anche evidenziato che la legge sammarinese "prevede già il tetto degli stipendi a 150mila euro e queste 25 posizioni rientrano all’interno di questo valore".

Sempre da via delle Scalette fanno sapere che sostenere questo referendum, porterà quattro effetti negativi: "Alzare un muro, che impedirà l’accesso di medici di eccellenza per la sanità pubblica, e spalancare una porta per l’uscita di quelli già presenti verso la vicina Italia; mettere a rischio la permanenza nel nostro Paese di quelle risorse di livello internazionale recentemente reperite per Banca Centrale, per le quali è stata concordata la retribuzione con ampia maggioranza in Consiglio; abbassare la soglia di sicurezza, indicata anche dagli organismi internazionali anticorruzione che indicano in uno stipendio adeguato una maggiore garanzia contro la corruzione, considerando i valori in gioco nel settore bancario; incidere senza una valutazione di merito sulle retribuzioni dei giudici, limitandone l’autonomia quale potere dello Stato".

A un Paese competitivo servono "uomini e donne di eccellenza, retribuite adeguatamente per l’apporto delle proprie competenze alla cittadinanza" e, per questo motivo, i democristiani esprimono la propria contrarietà al tetto degli stipendi a 100mila euro lordi, promettendo che s’impegneranno a "un’adeguata azione di revisione delle retribuzioni pubbliche, insieme alle organizzazioni sindacali, con la prossima approvazione del fabbisogno".

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