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15 Settembre 2019 |

News 05 Maggio 2016

Polo della moda, Bene Comune: “La questione è diventata politica e non più ambientale”

Polo della moda, Bene Comune: “La questione è diventata politica e non più ambientale”

Come volevasi dimostrare. Il referendum sul Polo della Moda non ha nulla a che fare con una zona parco che non esiste o con la difesa del territorio, attacca Bene Comune in una nota. "Il comunicato di martedì fatto da Rete, Lazzari e Pedini, ne è prova lampante: si producono le solite insensate accuse contro il Governo e, questa volta, anche contro gli investitori per il loro ruolo proattivo. E’ quindi una questione politica e non ambientale. Si confrontano, quindi, due scelte: da una parte quella di chi, cercando di mettere in difficoltà l’Esecutivo, rifiuterebbe l’investimento, spingerebbe a crearlo a qualche metro fuori dal confine, rinuncerebbe alle entrate fiscali per San Marino per deviarle in Italia, toglierebbe ulteriore respiro al comparto edilizio fregandosene, altresì, dell’indotto creato per il settore turistico e commerciale in generale; dall’altra la scelta della Maggioranza, di parte della minoranza (45 Consiglieri hanno votato a favore della Convenzione) e dell’Esecutivo che, come in tutti i Paesi sviluppati, si adopera per realizzare un progetto che è credibile e di sviluppo per la Repubblica, che produce una convenzione che, per la prima volta, non genera uscite da parte dello Stato ma solo minori entrate a fronte del pagamento dell’imposte dirette e indirette da parte degli investitori e dei marchi che si insedieranno" sostiene Bene Comune.

Bene Comune afferma che la convenzione è stata resa pubblica, presentata e votata in Consiglio Grande e Generale, cosa mai avvenuta nella storia delle convenzioni tra Stato e privati. Bene Comune sottolinea l’importanza, dopo anni di crisi e cattiva nomea internazionale per la permanenza in black list, dell’interessamento del gruppo Borletti per San Marino come meta preferita per un nuovo outlet. Questo vale per tutti coloro i quali arriveranno con il medesimo trasparente e positivo proposito. E stiano sicuri Rete&Co che, per ognuno di questi nuovi investitori, la Maggioranza e il Governo intendono attivarsi per favorire la realizzazione di progetti utili per il Paese contemplando, come nella convezione votata in Consiglio, condizioni di vantaggio per i finanziatori e di sostenibilità per il territorio e per le casse dello Stato". Bene Comune poi tira nuovamente fuori i numeri e chiede qual è il guadagno pubblico nel non realizzare il Polo della Moda? Vogliamo davvero mettere a repentaglio un investimento esterno di oltre 100 milioni di euro, oltre 200 posti di lavoro, 2 milioni di visitatori annui, entrate statali di 20 milioni annui, per le solite speculazioni politiche? Vogliamo davvero dire a coloro che ci guardano con interesse e vorrebbero fare economia: "non venite a San Marino, non ci interessano i vostri progetti, attenti che con un referendum vi facciamo fallire il piano"? C’è una grossa differenza tra chi si sente la responsabilità addosso di guidare il Paese fuori dalla crisi, con questo progetto e con altri, e chi cerca solo scorciatoie politiche per puntare ad un consenso da giocare alle prossime elezioni, anche a scapito del Paese. Vota NO al referendum sul Polo della Moda, se vuoi che venga realizzato il Polo della Moda e intendi percorrere la strada degli investimenti validi e possibili, se preferisci una politica costruttiva e volta al futuro.

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