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Martedì 20 Agosto 2019 |

News 03 Maggio 2016

Promossa dal Consiglio la legge sulla rappresentatività

Sono bastati 29 voti a favore per l’approvazione, contraria tutta l’opposizione tranne Su-LabDem

Promossa dal Consiglio la legge sulla rappresentatività

Dopo un lungo confronto iniziato mercoledì scorso, si è concluso ieri mattina l’esame del progetto di legge sulla rappresentatività con l’approvazione da parte del Consiglio. Approvazione che darà vita a un cambiamento delle regole del mondo sindacale dopo 55 anni.

L’esame dell’articolato era ripreso in Aula dall’articolo 31, "Cessazione del contratto collettivo di settore" e fino alla fine, all’articolo 42 e agli allegati, nel corso dei lavori sono stati respinti tutti gli emendamenti presentati da Rete e Civico 10. In particolare, all’allegato A, che introduce la regola di ripartizione della quota di servizio tra le diverse organizzazioni sindacali, si è aperto un dibattito sull’emendamento abrogativo di Rete, presentato dal consigliere Roberto Ciavatta, che è stato comunque respinto. Nelle dichiarazioni di voto, Gian Franco Terenzi per il Partito democratico cristiano sammarinese e Gerardo Giovagnoli per il Partito dei socialisti e dei democratici hanno confermato il sostegno al provvedimento da parte dei primi partiti della maggioranza.

Per Terenzi infatti, "aver regolamentato l’erga omnes, come pure la rappresentatività, porta chiarezza nel fissare regole e garantendo una democrazia reale". Mentre Giovagnoli sottolinea che con la legge si compie un passo in avanti ed "è un fatto positivo per il Paese". Pollice verso da parte di tutta l’opposizione, a eccezione di Sinistra Unita-Laboratorio Democratico.

Paolo Crescentini ha annunciato il voto negativo del Partito socialista: "Non vorremmo che questa legge danneggi la democrazia all’interno del Paese, togliendo peso a chi già di peso ne ha di meno". Per Federico Pedini Amati, consigliere indipendente, la normativa non tutela le piccole imprese, al contrario, "pare suggerita da Associazione nazionale industria San Marino e Centrale sindacale unitaria perché si fonda su principi che vanno loro vantaggio". Nicola Selva (Unione per la Repubblica) si è detto in favore dell’erga omnes, ma la contrarietà del suo gruppo è nei confronti di una legge che "non contiene il concetto di equità".

Voce fuori dal coro della minoranza è quindi Ivan Foschi (Su-LabDem) che ha confermato il voto a favore del provvedimento da parte del suo gruppo, "ritenendo che su rappresentatività ed erga omnes siano state date soluzioni soddisfacenti". Hanno chiuso le dichiarazioni di voto Andrea Zafferani per C10 e Ciavatta per Rete. Il no è scontato per il capogruppo di Civico 10, secondo cui la nuova legge non garantisce affatto il contratto migliore per i lavoratori e con essa"i grossi potranno fare il loro comodo". Idem per Ciavatta che ha annunciato come il voto del suo gruppo sarà "assolutamente" contrario: "Ci felicitiamo che l’unica modifica compiuta di qualche valore sia quella relativa ai distacchi dei dipendenti pubblici al sindacato, ma ci spiace che tutte le altre proposte non siano state accettate". Licenziata la normativa sulla rappresentatività sindacale con 29 voti a favore e 17 contrari, l’Aula è poi passata ad affrontare il comma 21, ovvero il progetto di legge in seconda lettura, "Norme di adeguamento dell’ordinamento sammarinese alle disposizioni della Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica- Convenzione di Istanbul": il progetto di legge è stato approvato all’unanimità nella seduta consiliare pomeridiana.

 

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