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Martedì 16 Luglio 2019 |

News 01 Maggio 2016

Un tetto al contributo statale per i distacchi sindacali, accolto da 26 consiglieri l’emendamento di Rete

Il Pdcs e il segretario Belluzzi hanno espresso parere favorevole sulla correzione

Un tetto al contributo statale per i distacchi sindacali, accolto da 26 consiglieri l’emendamento di Rete

Il Consiglio, nell’ultimo giorno dei lavori prima della pausa, si è dedicato totalmente all’esame del progetto di legge "Della libertà e attività sindacale nei luoghi di lavoro, della contrattazione collettiva e del diritto di sciopero" (II lettura), presentato dal segretario di Stato per il Lavoro, Iro Belluzzi. Il confronto è ripartito la mattina dell’altro ieri dall’articolo 8 "Revoca della registrazione". Civico 10 ha presentato due emendamenti, uno abrogativo e uno in subordine, per allungare il termine concesso alle associazioni per rientrare nei parametri ma entrambi sono stati respinti. Poi il dibattito si è concentrato sui due articoli relativi al così detto ‘0,40’, ovvero la quota di servizio dei lavoratori, destinata ai sindacati: l’articolo 11 "Modalità di determinazione della quota di servizio e rifiuto del lavoratore a versarla" e l’articolo 12 "Modalità di riscossione e ripartizione della quota di servizio".

Nel corso dell’esame dell’articolo 11 sono stati presentati tre emendamenti, due da parte di C10 e uno da parte di Rete. Andrea Zafferani ha illustrato le proposte del suo movimento: la prima è quella di "passare da un meccanismo silenzio/assenso a quello del silenzio/diniego, per cui il versamento deve essere scelto espressamente da parte del lavoratore". Quindi un emendamento in subordine, ha spiegato, "per evitare di far fare il giro delle sette chiese per disdire il contributo, prevedendo di poter inserire nella dichiarazione dei redditi eventualmente l’indicazione di dove inoltrarlo altrove". Roberto Ciavatta ha chiarito che la proposta di Rete è quasi sovrapponibile a quella di C10: "Abbiamo previsto poi al momento dell’assunzione, al lavoratore con modulistica apposita si chieda se vuole o meno versare lo 0,40. A quel punto è il datore di lavoro che trasmette il modulo agli uffici". Milena Gasperoni (Psd) esprime la contrarietà del suo partito agli emendamenti "per rispetto ai lavoratori - ha mandato a dire all’aula -. Gli stiamo dando degli imbecilli perché non sanno quello che fanno". Luigi Mazza (Pdcs) ha chiarito che "mantenere la regola attuale non rientra nel ragionamento di difesa o meno di un lavoratore, ma nel concetto del contratto erga omnes, di un sindacato che svolge attività per tutti, che porta a un contratto erga omnes che vale per tutti", di qui la motivazione del modello di silenzio-assenso.

Ma nella stessa maggioranza i consiglieri di Noi sammarinesi si dichiarano in favore del primo emendamento di C10. "Non credo sia una modalità astrusa l’assenso - ha puntualizzato Maria Luisa Berti - e non penso che diamo degli sciocchi ai lavoratori nel chiedere di doverlo esplicitare. Anche Valeria Ciavatta (Alleanza popolare) ha espresso accordo con la collega Berti e aggiunge di trovarsi in imbarazzo sul voto. Se da una parte quindi C10 trova qualche sostegno dalla maggioranza, dall’altra il suo alleato, Sinistra unita-Laboratorio democratico, ha preso le distanze: "Noi su questo emendamento siamo contrari - ha puntualizzato Ivan Foschi - la quota di servizio non è obbligatoria ed è un riconoscimento del ruolo sociale di tutti e tre i sindacati, senza distinzione".

Il segretario Belluzzi ha espresso contrarietà agli emendamenti, trovandosi allineato al pensiero di Foschi: "La quota di servizio è qualcosa di più rispetto al contributo dell’attività sindacale è il rispetto per tutta l’attività svolta dal sindacato, anche da parte di lavoratori non sindacalizzati". Al termine del dibattito tutti e tre gli emendamenti sono respinti. Gli emendamenti di C10 sono respinti con 29 voti contrari, e 23 a favore, stessa sorte per la proposta di Rete con 30 voti contrari e 20 a favore. All’articolo 12, Rete e C10 hanno presentato due emendamenti, entrambi poi ritirati, per trovare un accordo con governo e maggioranza sul parziale accoglimento della proposta di Civico 10. Ovvero, la ripartizione delle percentuali della somma totale dello 0,40: il testo originario prevedeva un 20% suddiviso in parti uguali e l’80 secondo modalità che tengano conto sia del numero degli iscritti sia della quota di iscrizione al sindacato. La versione emandata prevede infine una ripartizione del 25 e del 75% come avviene per il finanziamento ai partiti.

L’esame dei 42 articoli del progetto di legge sulla rappresentatività sindacale è proseguito nella seduta pomeridiana, in cui si è registrtoa da parte dell’Aula l’accoglimento di un emendamento di Rete relativo ai distacchi.

Il confronto all’avvio della seduta è ripartito dall’articolo 13 "Quota di iscrizione, modalità di determinazione e di riscossione", in cui si è concordata una modifica formale con C10, Rete e Upr, ma è stato respinto un emendamento di Rete. Sull’articolo 14, "Aspettative e distacchi sindacali", si è aperto invece un lungo dibattito.

Due sono stati gli emendamenti proposti da Civico 10, uno da Rete. Il primo emendamento di C10, illustrato da Zafferani, estende la disciplina dell’aspettativa non retribuita ai distaccati provenienti dal settore pubblico allargato. Il secondo, in subordine, disciplina la rotazione degli incarichi interni al sindacato, ponendo il limite di due mandati. Roberto Ciavatta ha presentato la proposta che, nel caso di dipendenti del pubblico impiego, lo Stato non possa contribuire allo stipendio del lavoratore distaccato per importi superiori a quelli corrisposti per un sesto livello. Sulle proposte dei consiglieri dell’opposizione sono stati diversi gli interventi a favore anche tra le file della maggioranza, mentre dalla minoranza Su-LabDem, per voce del capogruppo Tony Margiotta ha espresso la sua contrarietà. In chiusura del dibattito Luigi Mazza, capogruppo del Pdcs, ha annunciato parere favorevole all’emendamento di Rete e anche il segretario Belluzzi ha confermato che "questa è la linea che anche il governo intendeva percorrere". Così con 26 voti favorevoli e 18 contrari è stato accolto l’emendamento di Rete che pone un tetto alla contribuzione da parte dello Stato ai distacchi sindacali, respinte invece le due proposte di C10. Nel corso dell’esame dei successivi articoli sono diversi gli emendamenti di Rete e C10 presentati, ma nessuno risulta accolto. I lavori si sono interrotti con l’approvazione dell’articolo 30 "Contenuti del contratto collettivo di settore con efficacia erga omnes", l’esame del progetto di legge riprenderà domani mattina.

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