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Mercoledì 26 Giugno 2019 |

News 30 Aprile 2016

Lavoro e pensioni le priorità della Cdls: “Sono emergenze, serve un piano di sviluppo”

Il segretario Tura: “I segnali di ripresa sono timidi e impongo a tutti il dovere di fare di più”

Lavoro e pensioni le priorità della Cdls: “Sono emergenze, serve un piano di sviluppo”

La festa dei lavoratori che si celebra domani, domenica 1° maggio, porta con sé una doppia sfida.

"Una doppia emergenza", secondo il segretario della Confederazione democratica lavoratori sammarinese, Marco Tura, ovvero lavoro e pensioni.

Il segretario Tura non si limita a lanciare l’allarme, comunque già suonato da tempo, ma detta anche le ricette per uscire da questo stato di empasse.

"Con un tasso di disoccupazione del 10%, pari a 1.669 senza lavoro, c’è urgenza di intercettare crescita, innovazione e investimenti. Eppure siamo reduci da un anno dove il settore industriale, con un saldo positivo di 225 lavoratori, ha lanciato segnali di risveglio occupazionale. Segnali ancora timidi, che impongono a tutti di fare di più".

Il segretario Cdls strizza l’occhio alle nuove tecnologie, ormai ritenute a ragion vedura dai più grandi analisti internazionali il prossimo volàno per la crescita: "C’è l’urgenza di connettere San Marino alla rivoluzione digitale globale, ovvero alla poderosa innovazione tecnologica che sta trasformando il mondo del lavoro".

Qualche timido segnale di ripresa c’è già: "Negli ultimi mesi abbiamo firmato contratti che coinvolgono circa 13mila lavoratori, il che significa non solo difendere i redditi di chi lavora già, ma anche dare stabilità a settori economici importanti come industria, artigianato, servizi e commercio".

Eppure non basta, come sottilinea Tura: "Per imboccare con decisione la strada della ripresa serve un piano per lo sviluppo. Servono politiche coordinate per attirare investimenti innovativi e creare nuovi posti di lavoro. Ancora tutte da sviluppare le potenzialità del rapporto di integrazione con l’Unione Europea e le ricadute economico-occupazionali del Parco tecnologico scientifico che sta muovendo i primi passi in Repubblica.

L’uscita di San Marino dalla black-list non è insomma concisa con una strategia complessiva in grado di agire in più direzioni: dal rilancio dell’economia reale, alla realizzazione di percorsi formativi mirati sui fabbisogni delle aziende. San Marino ha bisogno di concretezza e di uscire dalle croniche litigiosità di un sistema politico frammentato e da quel clima di tutti contro tutti dove l’unico sbocco è mettere le persone, i lavoratori, le categorie le une contro le altre".

Anche le pensioni sono al centro dei pensieri della Confederazione democratica lavoratori sammarinese: "Da mesi circolano numeri e si fanno dibattiti, - afferma Marco Tura - ma di concreto ancora poco. In attesa che il governo indichi soluzioni perseguibili per ridare equilibrio al sistema, fin da subito abbiamo il dovere di dare operatività a una previdenza complementare di fatto bloccata dopo la consultazione referendaria. Due problemi sopra tutti: la bassa redditività legata al minuscolo sistema bancario sammarinese e addirittura la mancata erogazione delle quote integrative ai nuovi pensionati. Nel rispetto della volontà popolare, è indispensabile non far morire il secondo pilastro. Lo è in modo particolare se vogliamo davvero tutelare il futuro dei nostri figli e dei nostri nipoti".

Dunque sarà proprio su questi temi che si dibatterà durante la Festa del Lavoro che si celebra domani.

Senza dimenticare chi per il lavoro si è battuto scrivendo la storia di San Marino e due concetti chiave, anche e soprattutto per il mondo del lavoro, ovvero onestà e legalità.

"Questo 1° Maggio segue di pochi mesi le celebrazioni dei quarant’anni di Csu - conclude Tura nel suo intervento -. Onorare oggi le donne e gli uomini che hanno costruito questa lunga storia significa battersi per una nuova San Marino con al centro i valori del lavoro, dell’equità, della conoscenza e della legalità. La crisi ha definitivamente spazzato via le illusioni e le scorciatoie del passato, dove la furbizia al posto delle regole e l’opacità al posto della trasparenza erano normali consuetudini".

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