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Sabato 16 Novembre 2019 |

News 29 Aprile 2016

Referendum: Rete, Liberamente e Lazzari chiedono di votare Si al quesito su Rovereta per combattere la vecchia politica

“Il progetto del polo del lusso è veramente l’emblema del sistema passato”

Referendum: Rete, Liberamente e Lazzari chiedono di votare Si al quesito su Rovereta per combattere la vecchia politica

Riceviamo e pubblichiamo:

Si apre oggi la campagna referendaria ma c’è una grossa novità. Questa volta non saranno solo i comitati promotori e contrari, le forze politiche e sociali a partecipare come previsto dalla legge. Perché anche Borletti, Dea e lo studio Grandoni vogliono prendervi parte e hanno persino ricevuto la benedizione del governo. Proprio un paio di giorni fa, durante la seduta del Consiglio Grande e Generale, proprio le società Borletti e Dea insieme alla commercialista Stefania Lazzari (presidente della TheMarket PropCo. e presidente di Assofin, associazione delle fiduciarie e finanziarie sammarinesi) hanno richiesto di incontrare alcuni Consiglieri, pare per spiegare le iniziative informative sul Polo del lusso che hanno intenzione di intraprendere durante le prossime due settimane.

Quindi, ricapitolando, prima questi imprenditori vogliono e ottengono una convenzione su misura, con deroghe alle leggi vigenti; poi il governo convoca una seduta straordinaria del Consiglio nel mese di agosto (pagata con i soldi pubblici) per approvarla. Il Consiglio Grande e Generale, che ha potere legislativo, non si riunisce quindi per emanare leggi per la popolazione ma per approvare una convenzione con dei privati. Infine gli stessi privati decidono che vogliono incontrare le forze politiche (non tutte!) a Palazzo Pubblico durante il Consiglio e nessuno fa una piega. Si dirà, capita spesso che vi siano incontri a Palazzo. Vero, ma di solito sono richiesti da associazioni, sindacati ecc cioè gruppi che rappresentano categorie economiche o sociali, non da singoli imprenditori che rappresentano nient’altro che se stessi.

Questa manipolazione delle istituzioni è inaccettabile, ma lo è ancora di più il fatto che il governo non faccia nulla per evitarla e che, al contrario, la caldeggi. Su una cosa la Segretaria Mularoni ha ragione, quando dice che "Avviene tutto nella massima trasparenza". Infatti fino ad oggi imprenditori e costruttori partecipavano alle campagne politiche (specialmente, dice la magistratura, quelle elettorali) a fianco dei partiti ma si guardavano bene dal farlo pubblicamente. Ora non c’è neanche più questo falso pudore, si vuole far credere che quello che avviene sia normale, così i cittadini possono abituarsi invece di indignarsi.

Il progetto del polo del lusso è veramente l’emblema del vecchio sistema: vuole abbindolare i sammarinesi con promesse di facili guadagni e proclami di posti di lavoro, tenta di persuaderli con plastici di progetti da sogno e rendering accattivanti, facendo loro sognare un futuro di shopping da favola. Ma la realtà è ben diversa, ci parla di capannoni vuoti, cattedrali nel deserto ed ecomostri. Ci parla di centri storici abbandonati e speculazioni milionarie. Ci parla di realtà imprenditoriali scappate una volta terminati gli incentivi, lasciando debiti allo Stato e lavoratori senza stipendio.

Come facciamo ad essere sicuri che il polo del lusso farà la stessa fine? Non lo sappiamo, ma quello che sappiamo è che gli strumenti, i metodi, i rapporti di forza, il connubio politica e affari e gli interessi che caratterizzano questo progetto sono gli stessi che hanno contraddistinto i mega progetti di un passato ancora recente, lasciando ferite aperte sul territorio e nella cittadinanza. E se le premesse sono uguali, sarà difficile che portino a risultati diversi.

Dovranno essere i sammarinesi a decidere se vogliono un nuovo modello di sviluppo o se continuare a appoggiare il vecchio sistema. Noi abbiamo già scelto: voteremo Sì al referendum sulla variante di Rovereta.

Movimento RETE

Liberamente San Marino

Luca Lazzari

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