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Mercoledì 25 Aprile 2018 |

News 28 Aprile 2016

L’Aula si scalda su Torre d’Avorio

Il segretario Capicchioni anticipa che sull’operazione ci sarà a breve un incontro politico con il governo italiano

L’Aula si scalda su Torre d’Avorio

In Consiglio arriva l’atteso dibattito sull’operazione della Guardia di Finanza. Non tutti in Aula sono rassicurati dalla nota congiunta.

Arriva come da odg il riferimento del governo "in merito alle recenti attività intraprese dalle autorità italiane nei confronti di persone fisiche e giuridiche residenti a San Marino nell’ambito dell’operazione denominata ‘Torre d’Avorio’" e al successivo dibattito, cui risultano 47 iscritti ad intervenire. Il primo a prendere la parola è il segretario di Stato per le Finanze, Gian Carlo Capicchioni: riferisce i passi che hanno portato alla nota congiunta italo-sammarinese di martedì, di cui ne rimarca i contenuti e il riconoscimento di San Marino quale partner affidabile per l’Italia, quindi spiega l’avvio di ulteriori "tavoli tecnici". Ma soprattutto il segretario di Stato anticipa a breve un incontro politico con il governo italiano, "speriamo fruttuoso- aggiunge- per le relazioni economiche fra i due Paesi". Insieme al collega Pasquale Valentini, segretario di Stato agli Affari Esteri, Capicchioni difende l’operato del governo che "ha saputo reagire". Marco Gatti, Pdcs, sottolinea quindi i risultati emersi dal tavolo tecnico di venerdì scorso: "È il punto di partenza che chiarisce come deve essere portata avanti la procedura denominata Torre d’Avorio". Mentre il capogruppo di Su-LabDem, Tony Margiotta, punta a rimarcare la gravità della iniziativa della Gdf: "C’è stato un attacco al nostro sistema economico, alla nostra immagine- lamenta- a San Marino manca una politica estera forte". Si dice "meno entusiasta" dei segretari di Stato di fronte alla nota congiunta, Massimo Cenci, capogruppo di Ns, per cui le pratiche condotte dalla Gdf, chiamate "fishing expedition", sono vietate dall’Ocse. "Questi danni chi li paga? Come li paga?- manda a dire all’Aula- va bene avere buoni rapporti, ma a fronte di danni così grandi non dobbiamo avere timore di danneggiare i rapporti con l’Italia, a meno che ci siano risposte convincenti".

Marco Podeschi, capogruppo di Upr, lamenta l’assenza di presidi per i cittadini coinvolti dai controlli della Gdf: "Io avrei istituito un numero verde, un indirizzo di posta elettronica al quale scrivere". Condivide l’operato dei segretari di Stato, Andrea Belluzzi, del Psd: "Chi ha la responsabilità di governo non deve fare rumore- sostiene- ma risolvere i problemi". Intende esprimere ottimismo, Nicola Renzi, coordinatore di Ap, per cui "quella fiducia che sembrava tradita" tra i due Paesi "può essere ristabilita- sostiene- e il comunicato congiunto rappresenta è un primo passo in questa direzione". Andrea Zafferani, capogruppo di C10, avanza due proposte da portare al tavolo con l’Italia: un "protocollo di intervento" di fronte alle richieste dell’amministrazione di uno dei due Stati che coinvolgano cittadini residenti nell’altro Stato e "completare l’Accordo contro le doppie imposizioni chiarendo alcuni punti rimasti dubbi". Elena Tonnini, capogruppo di Rete, invita a "non subire" dall’Italia, ma "a diventare noi il percorso di trasparenza". Ma il segretario Valentini, risponde così ai consiglieri intervenuti: "Non ci sarebbe stato il comunicato congiunto se non ci fossero ottimi rapporti fra i due Paesi. Se fra i due Paesi non ci fossero stati certi rapporti non ci sarebbe stata la possibilità di agire per una soluzione condivisa".

Infine il segretario Capicchioni: "Ribadisco che l’azione messa in campo dal governo e l’apertura di tavoli tecnici hanno prodotto e produrranno effetti positivi e il comunicato congiunto sta a sancire che le cose sono cambiate da un mese a questa parte e cambieranno per i futuro. Il tavolo tecnico per il futuro ci permetterà di intraprendere azioni per il futuro con l’Italia. Stiamo lavorando con il Mef per un’azione condivisa che vada a definire per il futuro azioni e rapporti in maniera preventiva. Crediamo di avere fatto del nostro meglio. Quando è stato fatto l’accordo è stata sottolineata la problematica del pregresso, ma non c’è stato il riscontro che ci si attendeva. Da parte dell’Italia non è stata accolta la nostra richiesta, che andava nella direzione di sanare il periodo precedente all’accordo". I lavori proseguono in seduta notturna quindi con il comma 20, progetto di legge "Della libertà e attività sindacale nei luoghi di lavoro, della contrattazione collettiva e del diritto di sciopero" (II lettura).

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