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Sabato 16 Novembre 2019 |

Pubblicato il 28/04/2016 da

Rappresentatività, la legge scalda i fronti contrapposti

Anis sollecita i consiglieri ad approvare il progetto legislativo in seconda lettura.Ius e Usl, invece, pronte a chiederne l’abrogazione anche nelle sedi internazionali

Rappresentatività, la legge scalda i fronti contrapposti

"Procedere senza ulteriori indugi all’approvazione della legge, per dare regole certe al delicato mondo della contrattazione collettiva, dotandolo finalmente della necessaria chiarezza". È quanto chiede, in un comunicato, l’Associazione nazionale industria San Marino ai membri del Consiglio Grande e Generale per il progetto di legge sulla rappresentatività. La legge "Della libertà e attività sindacale nei luoghi di lavoro, della contrattazione collettiva e del diritto di sciopero" stabilisce definitivamente "quali siano i criteri che attribuiscono efficacia erga omnes a un unico contratto di lavoro nel settore di competenza", a differenza della legge del 1961 che ha sì "fissato principi basilari che hanno permesso all’economia sammarinese di sviluppare e progredire, garantendo tutele e diritti uguali a tutti i lavoratori attraverso il principio dell’erga omnes" ma "necessita di un aggiornamento, per riallinearla al contesto economico e sociale di San Marino".

Per definire tale portata è stato "mutuato dalla nostra Carta dei Diritti il principio della rappresentatività, perfettamente in linea con le Convenzioni internazionali come giudicato dall’Organizzazione mondiale del lavoro". Le soglie di rappresentatività fissate dalla nuova legge, ricordano gli industrali del Titano, sono "talmente basse da palesare l’intento del legislatore a ‘tenere dentro tutti’ gli attuali protagonisti della contrattazione collettiva, dando fino a 10 anni per mettersi in regola sui requisiti, stabilendo però che solo chi rappresenta effettivamente i lavoratori e le imprese di un settore può concorrere alla contrattazione e, quindi, firmare l’unico contratto con validità erga omnes".

Un quadro più chiaro delle regole e dei contratti di lavoro "è fondamentale e quindi va rimossa la possibilità del concorso di più contratti collettivi provvisti di efficacia erga omnes, che introduce una turbativa e mette a soqquadro l’intero sistema sindacale, innescando conflitti e ritorsioni, che invece vanno evitati".

L’Associazione nazionale industria San Marino conclude affermando che i parametri previsti dalla nuova legge "non si discostano molto da quelli del ’61, per cui l’obiettivo non è quello di ridurre il numero degli attori in campo (sindacati o associazioni datoriali che essi siano), anzi, si apre la strada a nuove iniziative in tal senso, che non sono quindi precluse: vengono infatti introdotte precise fattispecie, che permetteranno anche ad associazioni datoriali monosettoriali di poter sottoscrivere propri contratti, laddove queste rappresentino la maggioranza delle imprese e degli occupati in quel settore".

"Procedere senza ulteriori indugi all’approvazione della legge, per dare regole certe al delicato mondo della contrattazione collettiva, dotandolo finalmente della necessaria chiarezza". È quanto chiede, in un comunicato, l’Associazione nazionale industria San Marino ai membri del Consiglio Grande e Generale per il progetto di legge sulla rappresentatività. La legge "Della libertà e attività sindacale nei luoghi di lavoro, della contrattazione collettiva e del diritto di sciopero" stabilisce definitivamente "quali siano i criteri che attribuiscono efficacia erga omnes a un unico contratto di lavoro nel settore di competenza", a differenza della legge del 1961 che ha sì "fissato principi basilari che hanno permesso all’economia sammarinese di sviluppare e progredire, garantendo tutele e diritti uguali a tutti i lavoratori attraverso il principio dell’erga omnes" ma "necessita di un aggiornamento, per riallinearla al contesto economico e sociale di San Marino".

Per definire tale portata è stato "mutuato dalla nostra Carta dei Diritti il principio della rappresentatività, perfettamente in linea con le Convenzioni internazionali come giudicato dall’Organizzazione mondiale del lavoro". Le soglie di rappresentatività fissate dalla nuova legge, ricordano gli industrali del Titano, sono "talmente basse da palesare l’intento del legislatore a ‘tenere dentro tutti’ gli attuali protagonisti della contrattazione collettiva, dando fino a 10 anni per mettersi in regola sui requisiti, stabilendo però che solo chi rappresenta effettivamente i lavoratori e le imprese di un settore può concorrere alla contrattazione e, quindi, firmare l’unico contratto con validità erga omnes".

Un quadro più chiaro delle regole e dei contratti di lavoro "è fondamentale e quindi va rimossa la possibilità del concorso di più contratti collettivi provvisti di efficacia erga omnes, che introduce una turbativa e mette a soqquadro l’intero sistema sindacale, innescando conflitti e ritorsioni, che invece vanno evitati".

L’Associazione nazionale industria San Marino conclude affermando che i parametri previsti dalla nuova legge "non si discostano molto da quelli del ’61, per cui l’obiettivo non è quello di ridurre il numero degli attori in campo (sindacati o associazioni datoriali che essi siano), anzi, si apre la strada a nuove iniziative in tal senso, che non sono quindi precluse: vengono infatti introdotte precise fattispecie, che permetteranno anche ad associazioni datoriali monosettoriali di poter sottoscrivere propri contratti, laddove queste rappresentino la maggioranza delle imprese e degli occupati in quel settore".

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