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Giovedì 18 Ottobre 2018 |

Eventi, News 28 Aprile 2016

Daniele Cesaretti ambasciatore di storia ad Arezzo

Daniele Cesaretti ambasciatore di storia ad Arezzo

Sceso dal podio del ciclismo – ma solo temporaneamente per problemi chirurgici alle mani – il dottor Daniele Cesaretti si rimette in luce salendo sulla cattedra della storia, quella militare. E non ci sorprende affatto dato che egli possiede archivi degni di una accademia militare.

Già collaboratore del professor Amedeo Montemaggi (il presidente del Centro Internazionale Linea Gotica è venuto a mancare nel 2011), Cesaretti è anche fra gli autori del libro Faetano 1944 Victoria Cross (Battaglia di Monte Pulito che vide l’atto d’eroismo del gurkha Sher Bahadur Thapa insignito della più alta onorificenza britannica) tempo fa, mentre egli era impegnato a pianificare un tour dei gurkha in Italia, ha scovato nei suoi archivi una foto di re Giorgio VI d’Inghilterra mentre lo stesso era in visita alle truppe alleate sul fronte italiano nel luglio 1944. Per ovvi motivi di sicurezza il re si muoveva in incognito e per di più sotto falso nome, ora spacciandosi per tal generale Collingwood oppure generale Lyon. Due generali totalmente sconosciuti alle truppe ma che un bel giorno, in prossimità della linea del fuoco, si sono trovati di fronte nientepopodimeno che re Giorgio VI in persona, il sovrano che all’epoca era capo del più vasto e popoloso impero di sempre. Il re si era recato in visita per rafforzare il morale delle truppe in vista dell’imminente offensiva della Linea Gotica. Studiando i minimi dettagli della foto, Cesaretti è riuscito ad identificare l’esatto luogo in cui il sovrano incontrò gli ufficiali della 4a Divisione indiana (lo stesso che operò a San Marino alcune settimane più tardi). Era Palazzo del Pero, presso Arezzo, un paesino che all’epoca poteva contare non più di 300-400 anime. Segnalando, Cesaretti, questo evento, le persone del luogo sono cadute dalle nuvole. Il re è stato qui per davvero? No, non è possibile! Tutti increduli. Non fosse stato per la foto si sarebbe pensato ad una bufala. Una falsa notizia. Nessun mistero, però. Perché all’epoca nella cittadina fu imposto il coprifuoco diurno. Tutti i civili chiusi in casa, fino a nuovo ordine. Sicché nessuno seppe niente di ufficiale. Né del re né delle cerimonie svoltesi. Eh sì, se non fosse stato per Cesaretti ancora oggi nessuno avrebbe saputo nulla di quel momento storico documentato per filo e per segno. Così, per ricordare l’evento, lo scorso anno le autorità locali, comune di Arezzo in primis, hanno scoperto una targa alla presenza di quegli stessi ufficiali gurkha che qualche giorno più tardi erano venuti a San Marino ed erano stati ricevuti dagli Eccellentissimi Capitani Reggenti Lorella Stefanelli e Nicola Renzi. Fatto del tutto eccezionale, fra quegli stessi ufficiali gurkha era presente il figlio del comandante dell’allora 4a Divisione Indiana, il generale Arthur Holworthy, cui è stato concesso l’onore - e l’emozione - di scoprire la targa nello stesso punto in cui il padre incontrò il re oltre settant’anni fa. Il tempo è sempre galantuomo e, come l’onda del mare che prima prende e poi dà, alla fine rende omaggio alla verità dei fatti.

Così, lo scorso venerdì a Palazzo del Pero, in una sala gremita del Centro Sociale Valcerfone, si è tenuta la relazione del dottor Cesaretti che ha illustrato il modo di condurre le sue ricerche che l’hanno portato alla scoperta della presenza del re nella cittadina. Ma anche di altri fatti importanti accaduti in zona. Il recente ritrovamento dei resti di un soldato indiano disperso e di due carri armati inglesi messi fuori combattimento (Cesaretti - sentite questa! - è riuscito a contattare in Inghilterra il figlio, incredulo, di un carrista). Nell’occasione si è parlato della riscoperta della Jacob’s Ladder – la Scala di Giacobbe - una strada militare costruita dai genieri alleati a tempo di record sui monti circostanti.

La presenza del sindaco di Arezzo Alessandro Ghinelli (in via del tutto informale abbiamo saputo che a giorni il sindaco Ghinelli sarà ricevuto a Palazzo Begni dal Segretario di Stato agli Esteri, Pasquale Valentini, ndr) ha sottolineato l’importanza della serata condotta da Giovanni Bianchini della Società Storica Aretina. Presente, altra curiosità, anche una vecchia conoscenza di alcuni sammarinesi, il capitano dei Carabinieri in congedo Mino Faralli che nel lontano 1973 – o giù di lì - tenne a San Marino un corso di formazione per gli allievi della Guardia di Rocca. Com’è piccolo il mondo.

Giorgio Betti

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