Elaborazione della richiesta in corso. Si prega di attendere.
Seguici su seguici su Facebook
21 Aprile 2019 |

Eventi 22 Aprile 2016

“Mese Dantesco”, parte bene l’edizione 2016

Gobbi ha tenuto un’interessante conferenza sul Purgatorio XIV al Teatro Titano

“Mese Dantesco”, parte bene l’edizione 2016

Grande successo per il primo appuntamento dell’edizione 2016 del "Mese Dantesco"-

Al Teatro Titano di San Marino Città il professor Maurizio Gobbi ha tenuto, nel suo stile briosamente informale, sempre sostanzioso ed esaustivo, un’interessantissima conferenza su un canto, poco noto ma estremamente significativo per i rapporti tra la poesia dantesca e la storia locale romagnola: Purgatorio XIV.

Protagonisti di quello che è uno dei canti politici per eccellenza dell’opus magnum dell’Alighieri, sono due nobili romagnoli: Guido del Duca, giudice ravennate, e Rinieri da Calboli, podestà di varie città della penisola, puniti nella seconda cornice del Purgatorio, dove espiano il loro peccato gli invidiosi, che, se in vita scrutarono astiosamente il prossimo, ora si aggirano ciechi, con le palpebre cucite.

Se nella prima parte del canto Dante rimprovera aspramente il malcostume della valle dell’Arno (i cui abitanti sono stati tramutati in belve dalla forza abbruttente del peccato), nella seconda si scaglia contro la Romagna del suo tempo (che il poeta conosceva bene, avendone frequentato, durante il suo esilio, le corti) e contro i suoi abitanti, che (imbastarditi dalle tre grandi colpe che hanno acceso i cuori dei cives - superbia, invidia e cupidigia - e corrotti dai "subiti guadagni" della mercatura) hanno dimenticato il loro glorioso passato di nobiltà e cortesia. Dante, agguerrito laudator temporis acti al tramonto del Medioevo ma anche ispirato profeta civile, inveisce con toni di fuoco contro la distruttiva invidia e l’ingegnosa fraudolenza della borghesia mercantile (che, egoista e litigiosa, lotta senza esclusione di colpi per la supremazia economica e politica) nonché contro l’insaziabile sete di potere e la crudele avidità della classe dirigente toscana e romagnola, inestirpabili disvalori, questi, incarnati dal nipote degenere di Rinieri, Fulcieri da Calboli. Rimpiange, invece, l’antica rettitudine delle famiglie gentilizie e, soprattutto, in un afflato di elegiaca nostalgia, gli splendori morali ed estetici (compresi gli onorevoli divertimenti dei tornei e delle liete brigate) di quell’universo cavalleresco ormai scomparso.

Stampa la pagina Invia ad un amico
L'indirizzo email non verrà pubblicato.
I campi obbligatori sono contrassegnati con *
Copia qui il codice Anti-Spam 

Informativa sulla privacy
Ai sensi del D.Lgs. n.196/03 (trattamento dei dati sensibili), La informiamo che i Suoi dati verranno raccolti da La Serenissima il giornale dei sammarinesi al fine di adempiere a Sue specifiche richieste.
I dati saranno elaborati tramite strumenti manuali, informatici e telematici.
Il conferimento dei dati ha natura facoltativa.
I dati non saranno oggetto di comunicazione e diffusione, e potranno essere messi a conoscenza degli incaricati della specifica operazione.
A norma dell'art. 7 del Codice, ha diritto di avere conferma dell'esistenza o meno di Suoi dati presso di noi; di ottenere aggiornamento, rettifica o integrazione dei dati o il loro blocco o cancellazione per violazione di legge o cessata necessità di conservazione; di opporsi al trattamento per motivi legittimi.

* Campi richiesti
Seguici su seguici su Facebook
KOMPRESA - Realizzazione siti per le PMI