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16 Giugno 2019 |

News 22 Aprile 2016

Controlli delle Fiamme Gialle, Comites invoca l’istituzione di uno sportello informativo

Per il vicepresidente Amadei urge una netta presa di posizione da parte del governo nei confronti dell’Italia

Controlli delle Fiamme Gialle, Comites invoca l’istituzione di uno sportello informativo

Il Comites San Marino, tramite il suo vicepresidente Alessandro Amadei, manifesta in una nota la propria preoccupazione per la situazione dei cittadini italiani residenti sul Titano che da settimane sono sottoposti ai controlli della Guardia di Finanza nell’ambito dell’operazione denominata "Torre d’Avorio: I cittadini italiani residenti a San Marino si sentono abbandonati a loro stessi dalle istituzioni sammarinesi, non avendo ricevuto da nessun ufficio sammarinese istruzioni e consigli su come comportarsi dinanzi alle pressanti richieste delle Fiamme Gialle". Per questo motivo, il Comitato degli italiani residenti nella Repubblica di San Marino, in sintonia con quanto già proposto dal movimento Civico 10, richiede al governo sammarinese, "quanto prima, l’istituzione di uno sportello informativo dedicato al problema in questione in modo che si faccia chiarezza sulla vicenda". Tale ufficio di informazione avrebbe "una funzione di assistenza agli utenti sicuramente molto più efficace rispetto al servizio informativo offerto dai seminari che si stanno organizzando sul territorio e che costituiscono un motivo di studio ed approfondimento solo per gli addetti ai lavori e non tanto per il comune cittadino".

L’operazione "Torre d’Avorio", che nasce da un procedimento penale per riciclaggio ed evasione fiscale radicato in Italia, mette sotto la lente di ingrandimento i rapporti finanziari tra Italia e San Marino di un elevato numero di italiani residenti sul Titano che "pare nulla abbiano a che fare con il procedimento penale in questione ed a carico dei quali pare non vi sia alcun sospetto di reato e di qualsiasi altro illecito". Queste richieste di informazioni generalizzate su intere categorie di contribuenti, prive di un nesso chiaro con un’indagine o con un accertamento, sono "vietate dall’Ocse e violano le regole internazionali che disciplinano le relazioni e la collaborazione tra Stati". Non meno grave è il fatto che l’operazione "Torre d’Avorio" pare sia "in aperto contrasto con le disposizioni del Dpr 600/1973, del Dpr 633/1972 e dello Statuto dei Diritti del contribuente italiano che stabiliscono che l’avvio delle indagini bancarie nei confronti dei contribuenti italiani deve essere debitamente notificato agli stessi, procedura questa che non è stata assolutamente eseguita".

Per il vicepresidente del Comites San Marino "è necessaria da parte del governo una presa di posizione netta nei confronti dell’Italia che vada al di là dei flebili tentativi avanzati dalle segreterie di Stato degli Affari Esteri e delle Finanze di ottenere chiarimenti dal Paese confinante".

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