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Mercoledì 25 Aprile 2018 |

News 20 Aprile 2016

Rientro dei capitali dall’estero, Upr critica l’immobilismo del governo

Il coordinatore Nicola Selva invita il governo a dare seguito al provvedimento proposto dal movimento e approvato dal Consiglio

Rientro dei capitali dall’estero, Upr critica l’immobilismo del governo

Sono passati quattro mesi dall’approvazione della legge ‘Bilanci di Previsione dello Stato e degli Enti Pubblici per l’esercizio finanziario 2016 e Bilanci Pluriennali 2016-2018’ ma sembrano sparite nella nebbia alcune proposte, presentate da Unione per la Repubblica e approvate dal Consiglio Grande e Generale, riguardanti il rientro dei capitali dall’estero.

Lo stesso movimento, in una nota, ricorda che sono decorsi i termini temporali entro i quali effettuare gli interventi per l’articolo 43 "Riscossione sanzioni ammnistrative estere" mentre non lo sono ancora quelli degli articoli 12 "Trasparenza degli Organi Istituzionali" e 57 "Testo coordinato in materia di agevolazioni fiscali". Tuttavia l’art. 58 della legge di bilancio "Rientro capitali esteri" è "rimasto lettera morta". In sostanza l’articolo 58, per favorire il rientro dei capitali detenuti all’estero già inseriti nelle dichiarazioni dei redditi degli anni precedenti all’entrata in vigore della presente legge, da parte di cittadini sammarinesi o residenti, avvia il progetto "Rientro capitali esteri" dal 1° giugno 2016 al 31 maggio 2017.

"In un momento in cui il sistema è aggredito dall’esterno e ci sono grandi difficoltà rilanciare l’economia ci saremmo aspettati che questo provvedimento fosse in cima alla lista degli atti della finanziaria 2016 - dichiara Nicola Selva, coordinatore di Upr -. Incentivare il rientro nel sistema finanziario sammarinese delle somme detenute all’estero era e è un atto che ritengo importante e che può dare un piccolo contributo alla solidità del sistema. Da stime non ufficiali si parla di centinaia di milioni di euro allocati all’estero. Per un sistema con le dimensioni di circa 7 miliardi di euro non sono noccioline da sottovalutare. C’è poi un ulteriore aspetto. La reazione che uno Stato può compiere rispetto a atti posti in essere da altre nazioni che tentano di riportare in patria capitali ora nel sistema bancario sammarinese. Per anni ci siamo limitati a attendere gesti di amicizia protettrice. Lo scenario è completamente cambiato e San Marino ha scelto da tempo la strada del rispetto degli standard internazionali. A questo punto è necessario fare i massimi sforzi affinché il sistema possa essere sostenuto con un’operazione che ha una duplice valenza che travalica il mero aspetto finanziario. C’è in gioco la definizione di come nel futuro intendiamo sviluppare la nostra sovranità e di come vogliamo affermare i nostri diritti di nazione a fronte di atti di stati più grandi del nostro. Non si possono fare sconti o procedere per tentativi. Upr ha tentato con questo provvedimento di dare un piccolo contributo. Ora al governo la responsabilità di realizzarlo".

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