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Sabato 23 Settembre 2017 |

News 18 Novembre 2016

Matteo Ciacci in campo per il rinnovamento

Il coordinatore di C10 spiega come rilanciare la Repubblica più antica del mondo

Matteo Ciacci in campo per il rinnovamento

Sostegno alle imprese, potenziamento delle telecomunicazioni, rinnovamento della classe politica e più spazio ai giovani nel mondo del lavoro: quattro elementi su cui puntare per dare una svolta favorevole alle sorti della Repubblica di San Marino. Questa è l’indicazione data da Matteo Ciacci, coordinatore di Civico 10 che, in questa intervista, ci spiega anche quali sono i motivi che hanno convinto il movimento ad allearsi con Sinistra socialista democratica e Repubblica futura, il suo pensiero su Banca Centrale e quale sarà il risultato delle elezioni del prossimo 20 novembre.

Matteo, cosa ha spinto il suo movimento a entrare nella coalizione Adesso.Sm?

"Civico 10, entrando in Adesso.Sm, ha fatto una scelta coerente con quella fatta quattro anni fa, quando con Sinistra unita abbiamo dato vita alla coalizione ‘Cittadinanza attiva’. Ci siamo sempre confrontati sulle cose da fare e abbiamo messo al centro proposte e credibilità delle persone. L’onesta della politica è fondamentale ma va coniugata con la capacità di fare le cose per il bene del Paese. Abbiamo proseguito questo percorso anche con altre forze politiche, con le quali ci siamo trovati d’accordo sul metodo e sul rinnovamento. Adesso.Sm è una coalizione estremamente rinnovata per dare una forte discontinuità politica con determinazione e impegno attraverso, per esempio, la stesura di un programma elettorale scritto con i cittadini e pubblicato su internet. Inoltre diverse persone all’interno della coalizione hanno deciso di fare un passo indietro per concedere spazio a giovani e donne: ciò dimostra che dalle parole passiamo veramente ai fatti".

Quali sono gli asset fondamentali per lo sviluppo del Paese?

"Il lavoro è una questione molto importante per noi: bisogna individuare non solo un modello economico che sia alternativo a quello della piazza finanziaria, che è completamente decaduto, ma anche i settori su cui puntare fortemente per il rilancio del Paese. Inoltre la nostra economia si deve sviluppare in maniera diffusa in Repubblica e non avere solo il mega imprenditore che porta sì 500 posti di lavoro ma ha un potere contrattuale molto forte nei confronti dello Stato. Per facilitare il lavoro delle nostre piccole medie imprese, snellire la burocrazia e facendo promozione all’estero, occorrono lo sportello unico, l’agenzia per lo sviluppo e la residenza per fini economici. Un altro asset che riteniamo fondamentale è quello delle telecomunicazioni: speriamo di poter finalmente ‘viaggiare’ con una velocità dati più importante rispetto a quella attuale. Infine più spazio ai giovani, che vanno indirizzati e orientati nel mondo delle attività commerciali attraverso un’alternanza scuola-lavoro per far crescere in loro la cultura di fare impresa".

Qual è il suo pensiero su Banca Centrale, finita di recente nell’occhio del ciclone?

"Noi di Civico 10 siamo stati i primi a chiedere massima trasparenza da parte dei vertici di Banca Centrale perché questa deve essere autonoma e non influenzata dalla politica che non può mettere le mani dappertutto. Bcsm deve poter comunicare con le istituzioni e con i cittadini la situazione bancaria-finanziaria del Paese. Nei giorni scorsi abbiamo presentato un esposto in Tribunale per fare luce sulla minacce e intimidazioni fatte al presidente dell’istituto di via del Voltone, Wafik Grais; tocca poi alla magistratura, e non alla politica, prendere una decisione definitiva su questa vicenda".

Tra cinque giorni gli elettori si presenteranno alle urne per scegliere a quale lista o coalizione consegnare le chiavi del Paese. Si risolverà tutto quanto al primo turno o toccherà attendere fino al 4 dicembre per conoscere l’esito delle elezioni politiche?

"Penso sinceramente che si andrà al ballottaggio, quindi vogliamo arrivare alla votazione del 4 dicembre. È un obiettivo raggiungibile perché abbiamo un progetto che ci consente di essere credibili e competenti per governare il Paese. Usciamo da un governo che è stato il peggiore della storia, lo confermano l’aumento della disoccupazione, il calo dei flussi turistici e la chiusura delle imprese. Ci troviamo in una situazione complicata dove i cittadini non hanno più fiducia nella classe politica; ora serve andare incontro ai loro bisogni per concretizzare tutti quei programmi che darebbero un roseo futuro al Paese. O noi cambiamo sul serio o i problemi sul Titano aumenteranno".

Andrea Lattanzi

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